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 2007  agosto 17 Venerdì calendario

Le polizie italiana e tedesca sono in subbuglio per l’inaudita strage di Duisburg, sei calabresi ammazzati a colpi di kalashnikov

Le polizie italiana e tedesca sono in subbuglio per l’inaudita strage di Duisburg, sei calabresi ammazzati a colpi di kalashnikov...

• Com’è andata?
A Duisburg, vicino alla stazione, c’è questo ristorante, Da Bruno, gestito da molti anni da due calabresi, Giuseppe e Sebastiano Strangio. Sebastiano cucina, il ruolo di Giuseppe non è ancora chiar dopo la strage, è sparito. Martedì sera, 14 agosto, c’è la festa di Tommaso Venturi, che fa 18 anni ed è l’unico di questi calabresi ad esser nato in Germania. Da San Luca, da Locri, da tutta la provincia di Reggio, infatti, i calabresi vengono da molti anni qui a Duisburg a cercare fortuna, la maggior parte per lavorare, una minoranza – ma importante e cospicua – per delinquere. C’è a Duisburg anche il Pelle che ospitò gli azzurri nel suo albergo durante il Mondiale dell’anno scorso e che ha tolto i numeri dalle camere sostituendoli con i nomi dei calciatori: camera Totti, camera Del Piero, camera Cannavaro, ecc. Questo Pelle, ieri nelle interviste, malediceva il proprio cognome, che infatti designa una delle cosche in lotta... Lei sa già che questa strage ha la targa della ’ndrangheta, no? Ebbene, soprattutto all’inizio, la ’ndrangheta sceglie per svilupparsi posti pieni di calabresi. logico, se ci pensa: per intimidire, per ricattare, per estorcere, per riciclare denaro falso, soprattutto per vendere cocaina, ci vuole una società che ti capisca, ti tema, ti protegga o ti nasconda, magari senza volerlo. Per nuotare bene nella loro acqua i calabresi della ’ndrangheta hanno bisogno di muoversi in mezzo ad altri calabresi, calabresi innocenti.

• Stava dicendo della strage.
Sì, è tutto molto semplice. La festa finisce, sono le due del mattino, siamo alle prime ore di Ferragosto, il locale sfolla, sei dei commensali che festeggiavano il giovane Tommaso salgono nelle loro macchine, quattro su una Golf immatricolata a Pforzheim e due su un furgone Opel di Duisburg. Non fanno in tempo a mettere in moto, oppure perdono tempo in qualche chiacchiera, ed ecco che dal buio sbucano i due killer armati di mitra. Ognuno prende in consegna una macchina, spaccano i vetri, ammazzano tutti. La polizia tedesca ha trovato settanta bossoli. Nomi delle vittime: lo stesso Tommaso Venturi, il festeggiato di 18 anni, poi un ragazzo di 16 anni, Francesco Giorgi, quindi il cuoco Sebastiano Strangio, il più vecchio di tutti, 39 anni, i fratelli Pergola – Francesco di 22 e Marco di 20 – infine Marco Marmo, di 25. I due killer hanno finito le loro sei vittime con un colpo in testa, per star sicuri. Se ne sono andati tranquilli. Una donna che stava lì e ha visto tutto ha fermato una macchina della polizia. Dopo una mezz’ora il posto era pieno di gente, hanno dovuto transennarlo. Alle tre di notte, e in una città dove alle dieci di sera stanno normalmente tutti a letto.

• Che cosa si è capito?
Per ora pare che il bersaglio vero fosse Marco Marmo. Faceva parte del commando che lo scorso Natale si presentò a casa Strangio, nel paese di San Luca, provincia di Reggio Calabria, e sparò alla padrona di casa, Maria Strangio, di 33 anni, ferendo pure un bambino di 5 anni che Maria teneva in casa. la faida di San Luca, cominciata nel 1991 e che è costata finora decine di morti.

• Di che si tratta?
Durante il Carnevale di San Luca ci fu un lancio di uova, cominciato per scherzo e finito invece con due morti. Da allora, i due clan rivali – i Vottari-Pelle da una parte, gli Strangio-Nirta-Giorgi dall’altra – si sparano addosso. Dopo l’assassinio di Natale, e prima dell’altra sera, ci sono stati altri cinque morti. Adesso sono tutti sicuri che ci sarà una risposta, probabilmente il 2 settembre, festa del Santuario della Madonna di Polsi. In questo santuario, ogni anno, i capi della ’ndrangheta si riunivano e celebravano i loro riti, con tanto di filiazione degli adepti e giuramenti sul Vangelo. Adesso pare che le cosche si diano appuntamento più volentieri ad Africo.

• Non c’è modo di fermare la strage? A parte la polizia, non c’è un capo della ’ndrangheta che può dire basta?
Il capo della ’ndrangheta sarebbe ’U Zianu. Per intervenire ’U Zianu deve essere chiamato in causa. Le cosche della ’nadrnagheta sono 150, ognuna formata da famiglie imparentate tra loro. Nella faida di San Luca ci sono degli Strangio sia da una parte che dall’altra. No, in casi come questi ’U Zianu lascia fare. Sicurezza assoluta su chi sia adesso ’U Zianu non ce l’abbiamo. In ogni caso la ’ndrangheta è la più grande organizzazione criminale d’Europa, specializzata nel traffico della cocaina, fortemente intrecciata con la politica, che di fatto la protegge. Le due polizie – italiana e tedesca – non pensano che sia solo l’ultimo atto della faida. E hanno ragione, sicuramente. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 16/8/2007]