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 2007  agosto 22 Mercoledì calendario

Piove un po’ troppo per essere agosto... • Già, non eravamo su una Terra surriscaldata, nell’anno più caldo del secolo o qualcosa del genere?Non ne approfitti per dar subito contro agli scienziati, un giorno o una settimana di pioggia non significano niente, questi calcoli si fanno su tempi lunghi, periodi lunghi, secoli e secoli di osservazioni, possibilmente millenni

Piove un po’ troppo per essere agosto...

• Già, non eravamo su una Terra surriscaldata, nell’anno più caldo del secolo o qualcosa del genere?
Non ne approfitti per dar subito contro agli scienziati, un giorno o una settimana di pioggia non significano niente, questi calcoli si fanno su tempi lunghi, periodi lunghi, secoli e secoli di osservazioni, possibilmente millenni... Ieri il colonnello Giuliacci ha detto che è «un’estate vecchia maniera» per colpa di un urto di aria fresca dall’Atlantico. Le previsioni annunciano pioggia per tre giorni. Sta male Milano, sta male Torino, sta male chi sta facendo le ferie in montagna. Ci sono nuvole anche sul centro Italia.

• Mia mamma dice che a Ferragosto il tempo ha sempre rotto e che sono furbi quelli che prendono le ferie in luglio o al massimo fino al 15.
Dal punto di vista astronomico l’estate finisce il 21 settembre, con l’equinozio. I meteorologi la chiudono al 31 agosto. Poi c’è la faccenda del surriscaldamento e la solita chiacchiera che l’estate non è più quella, l’uomo inquina e perciò la Terra s’arroventa, eccetera. In effetti, giugno e luglio sono stati più caldi della media. E infatti in quel periodo si moltiplicarono gli articoli sulla fine prossima della Terra, bruciata dall’attività umana che la surriscalda. Ora, il primo punto da capire è proprio quest un giorno, una settimana o un mese di gran caldo non significano niente. Contano le medie e le medie su periodi lunghissimi. Prima ho detto millenni. Ed è vero. I cambiamenti climatici che hanno modificato la vita sulla Terra sono durati sempre centinaia di anni e si sono manifestati lentamente. Un anno più caldo dell’altro non significa assolutamente nulla, figuriamoci un mese o un’estate.

• Però ci sono dei dati, mi pare, dai quali risulta che a partire dal 1900 gli anni più caldi sono gli ultimi.
Sono dati sbagliati, che aveva diffuso la Nasa e che sono stati smentiti da un blogger che si chiama Stephen MacIntyre. La Nasa ha avuto l’onestà di prendere in considerazione le obiezioni di MacIntyre e, dopo aver vagliato le sue osservazioni, il Goddard Institute of Space Science di New York – che studia il clima per l’Ente Spaziale Americano – ha dovuto ammettere che tutti i calcoli vanno abbassati di 0,15 gradi centigradi. Non è poco. Quindi il 2006 non è più la terza estate più calda del secolo, ma la quarta, e viene superata dal 1921. E il 1998, finora l’anno record, ha lasciato il primato al 1934. Inoltre, la teoria che nove dei dieci anni più caldi del secolo sono capitati dopo il 1990 a questo punto risulta falsa: le correzioni della Nasa mostrano che i dieci anni più caldi sono regolarmente distribuiti nel secolo. E sono ancora più ordinati, statisticamente, i venti anni più caldi. Quindi non c’è un impennarsi del riscaldamento nella nostra epoca.

• Beh, che ce ne importa?
Inficia seriamente la teoria che il colpevole del riscaldamento sia l’uomo. Poiché oggi inquiniamo certamente più che negli anni Trenta, e abbiamo quindi un effetto serra più significativo, gli ultimi anni del secolo dovrebbero risultare più caldi dei primi. Se non sono più caldi, vuol dire che l’aumento di temperatura non dipende dall’attività umana, ma fa parte della ciclicità ben nota, una ciclicità che si ripete regolarmente da quando esiste la Terra, quattro miliardi di anni circa. Lunghe ere calde succedono ad ere glaciali, una volta l’Europa è coperta di ghiacci, un’altra di foreste. Ere di secoli o millenni, intendiamoci. La discussione sulle responsabilità dell’uomo non è solo accademica, come ho avuto modo di dirle anche un’altra volta: le grida al disastro provocato da noi facilitano la nascita di lobbies, accelerano certe carriere politiche e smuovono fior di finanziamenti pubblici miliardari. Quale governo vuole che tiri fuori soldi se passa la tesi che la Terra si sta scaldando, sì, ma non possiamo farci niente?

• Ma la Terra si sta scaldando o no?
Sì, si sta scaldando e lo vediamo da tante cose, compresa l’emigrazione degli animali e delle piante verso i poli. La rivista Nature, già nel 2003, ha dimostrato che 1700 specie tra vegetali, animali e insetti si sono spostate verso i Poli a una velocità di 6 chilometri ogni dieci anni. Poi sappiamo, dati alla mano, che la temperatura media della nostra era è più alta di quella di tre secoli fa. Ma l’andamento del riscaldamento in questi trecento anni non è uniforme e i suoi picchi non coincidono con i periodi di maggiore attività industriale, come dovrebbe essere se ci fosse un nesso tra le due cose. Tra il 1940 e il 1975, per esempio, faceva più freddo che nella prima parte del secolo, al punto che a quell’epoca si paventava l’arrivo di una glaciazione. Insomma, i dati fanno pensare che l’uomo non c’entra. Il che non vuol dire che si possa inquinare allegramente. Inquinare non si può e non si deve, a prescindere. Inquinare – è chiaro – non conviene.[Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 21/8/2007]