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 2007  agosto 31 Venerdì calendario

Il governatore del Texas, Rick Perry, ha graziato Kenneth Foster, che ieri sera avrebbe dovuto essere giustiziato con un’iniezione

Il governatore del Texas, Rick Perry, ha graziato Kenneth Foster, che ieri sera avrebbe dovuto essere giustiziato con un’iniezione. La pena di morte è stata commutata in ergastolo.

• Com’è andata?
Mancavano poche ore e si è riunito il Board of Pardons and Paroles, la commissione che esprime pareri sulle domande di grazia o di libertà condizionata. Hanno votato 6 a 1 per la grazia a Foster. Foster aveva guidato la macchina durante una rapina in cui c’era scappato il morto. Non aveva però né sparato né partecipato al colpo. In Texas c’è una legge assai controversa, detta Law of Parties, nella quale è stabilito che se sei complice di un crimine in cui ha perso la vita qualcuno, devi essere considerato responsabile come gli altri, anche se, magari, eri disarmato. Questa legge aveva prodotto la sentenza capitale relativa a Foster, un condannato a morte tipic nero di pelle, giovane (trent’anni non ancora compiuti), niente genitori, infanzia per strada, miseria. Il suo caso ha suscitato una grande mobilitazione internazionale e un forte impegno italian il presidente della Repubblica ha mandato un messaggio, Veltroni ha lasciato accese tutta la notte le luci del Colosseo. Pareva a tutti orribile che venisse messo a morte un non-assassino. Anche se la vera battaglia per l’abolizione della pena capitale va fatta proprio perché non siamo messi a morte gli assassini, i chiaramente colpevoli.

• Che cosa significa?
Significa che tutti sono capaci di battersi perché non sia messo a morte un innocente o un uomo che ha una responsabilità minore come il giovane Foster. Il problema è di scendere in strada perché non venga giustiziata – per dire – Rosa Bazzi, la massacratrice di Erba. Da noi la pena capitale non c’è, ma in America, per esempio, non avrebbe speranza.

• Lei crede che il popolo italiano, in un caso come quello di Erba, dove è stato ucciso un bambino, sarebbe capace di dir di no alla condanna a morte?
Temo che non sarebbe capace. Eppure è proprio questo il punt è ovvio che non vanno giustiziati gli innocenti. La vera battaglia è perché non siamo messi a morte i colpevoli. Lo dico perché vorrei si capisse bene di che cosa stiamo parland l’Unione europea, spinta dall’Italia e da Marco Pannella, presenterà il 24 settembre all’Assemblea dell’Onu la famosa proposta di “moratoria della pena di morte”, vale a dire la richiesta di sospendere tutte le esecuzioni nel mondo. Ci vogliono, per l’approvazione, almeno 97 voti. Prima dell’estate ne erano disponibili 92. Non so se nel frattempo i cinque voti mancanti siano stati raccolti. Gli americani hanno sempre lavorato contro documenti di questo tipo. Però l’andamento del caso Foster fa ben sperare. Già la riunione del Board of Pardons and Paroles è insolita. Strano anche questo voto quasi unanime. Il governatore non aveva poi l’obbligo di tener conto del parere del Board, tanto più che all’inizio dell’anno aveva lasciato giustiziare un altro criminale che si trovava nelle stesse condizioni di Foster, cioè partecipazione a un colpo col morto, ma solo come complice. Dopo la sentenza di grazia, il governatore ha rilasciato questa dichiarazione: «Mi rendo conto che la Law of Parties dovrebbe essere ridiscussa». Notevole, dato che negli Stati Uniti i governatori sono sicuri di prender voti quando si mostrano inflessibili. L’attuale presidente Bush, da governatore del Texas, non ha mai concesso la grazia e ha lasciato giustiziare più di 150 persone.

• Quindi la moratoria all’Onu dovrebbe farcela.
Non è detto. I fautori più convinti della pena di morte sono i cinesi, che non fanno neanche sapere quanta gente ammazzano. Si suppone che il numero di giustiziati sia 8-10 mila. Significa qualcosa come 300 persone al giorno.

• Mamma mia. E nel mondo quanta gente sale sul patibolo ogni anno?
I dati ufficiali relativi al 2006 sono stati resi noti proprio ieri dall’associazione Nessuno tocchi Cain 5628. una cifra sicuramente molto al di sotto della realtà, come abbiamo visto. La Cina considera il numero dei giustiziati un segreto di stato. Amnesty ha appurato con sicurezza 1010 condanne a morte eseguite. Fonti accademiche cinesi parlano di 8000 giustiziati almeno. Lei sa che, con i corpi dei condannati a morte, la Cina alimenta anche un redditizio traffico d’organi. L’Iran è, per condanne al morte, il secondo paese del mond secondo l’associazione Nessuno tocchi Caino, Ahmadinejad ha fatto salire sul patibolo anche sette bambini. Tra i 27 paesi che hanno applicato la pena capitale, l’unico stato europeo è la Bielorussia, con cinque condanne eseguite. Putin invece ha detto che con le condanne a morte vuole finirla. I dati sono generalmente in aument nel 2005 le esecuzioni erano state 5494 nel 2004, i paesi coinvolti 24. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 30/8/2007]