La Gazzetta dello Sport, 3 settembre 2007
Rispondiamo, come ogni lunedì, alle lettere dei lettori. • Riccardo Cupido racconta di essere un «piccolo trader fai da te», cioè gioca in Borsa per conto suo
Rispondiamo, come ogni lunedì, alle lettere dei lettori.
• Riccardo Cupido racconta di essere un «piccolo trader fai da te», cioè gioca in Borsa per conto suo. La critica per aver prospettato «un allungamento della crisi finanziaria e un ulteriore peggioramento delle borse mondiali». Secondo lui nessuno può sapere come andrà la Borsa e messaggi di questo tipo servono solo a diffondere il panico.
I giornali hanno sviluppato tutta una terminologia morbida per attutire le brutte notizie di Borsa, perché è vero che la Borsa può andar giù in seguito a qualche voce messa in giro ad arte. Di queste espressioni-paravento, la più frequente è che «i fondamentali dell’economia sono comunque solidi», frase di cui non ho mai capito bene il significato e a cui ha fatto ricorso persino Bush, nel discorso di venerdì. Io penso che i giornalisti non debbano partecipare del senso di responsabilità proprio delle istituzioni: la loro funzione è dire quello che sanno e quello che hanno capito, senza mentire e senza nascondere, senza attutire e senza enfatizzare. Questo può deprimere qualche quotazione? Pazienza. Se l’andamento negativo dipende solo da un articolo di giornale non durerà a lungo, mentre scrivere puntando a non buttar giù un indice avrebbe conseguenze assai più nefaste. Ci si aspetta, naturalmente, che i giornalisti non giochino in Borsa, cioè che non possano trarre alcun vantaggio dalle tesi che sostengono.
• Il lettore Massimiliano Lussana giudica inutile e malfatta la sua rubrica, la sfida a dire chi ha messo sotto accusa la Chiesa per la faccenda del fisco, le ricorda che la Chiesa è piena di benemerenze.
La questione dei presunti privilegi della Chiesa è stata sollevata dai radicali. La Chiesa è benemerita per la sua azione sociale e spirituale, ma se gestisce un albergo forse deve pagare le tasse. In ogni caso l’Unione europea ha diritto di chiedere come stanno le cose, e l’Italia ha il dovere di rispondere.
• Il lettore Marcello Tessadri, invece, le imputa di aver dato una qualche ragione al lettore Paolo Briatico il quale aveva sostenuto che «per ora chi attacca preventivamente nazioni e popolazioni indifese è l’America». Tessadri le ricorda che gli Usa non hanno mai posseduto colonie né conquistato altri paesi «né ieri né oggi né domani. Per quanto tempo gli americani dovranno sopportare l’odio ideologico e calunnioso di certa sinistra, che non perdonerà mai all’America d’aver infranto il proprio sogno delirante di dominare il mondo?»
Beh, ci sono tanti modi per conquistare o tenere sotto controllo il mondo, compreso quello di imporre come valuta di riferimento il dollaro. In Iraq poi gli americani ci sono andati con i soldati e contro il parere dell’Onu: si chiama “invasione”. Lo dico essendo tra quelli che a suo tempo sono stati favorevoli all’intervento. Una cosa sono gli americani di Gary Cooper e delle due guerre mondiali, un’altra quelli della guerra fredda e di McCarthy, un’altra ancora quelli di adesso della “difesa preventiva”.
• Lei è stato favorevole all’intervento in Iraq? Figuriamoci la quantità di improperi che le cascheranno addosso! Già adesso il lettore Valentino Barilli dice che la sua rubrica è fuori luogo in un bel giornale come la Gazzetta, sostiene di aver capito subito che lei è filo-Bush, aggiunge un’altra quantità di sgarberie, e le intima di rispondere a cinque domande sui suicidi dei soldati americani in Iraq, gli interessi di Bush petroliere, i morti civili iracheni, la ragione per cui la maggior parte dei soldati americani sono afro o ispanici, e, infine, la sfida a dare una definizione di democrazia.
1) Lo stesso esercito americano, in un rapporto anticipato dall’AP, mostra che nel 2006 si sono suicidati 99 soldati, picco massimo dal 1991 (Guerra del Golfo). Di questi, 28 si sono tolti la vita in Iraq o in Afghanistan. Dai dati disponibili, il numero di suicidi nelle zone di guerra sembra quest’anno in aumento (mentre il numero generale è in diminuzione); 2) I Bush petrolieri, che fecero affari anche con Bin Laden, avrebbero tratto maggior vantaggio personale da un Iraq in pace; 3) I morti civili iracheni sono 71-77 mila; 4) Chi accetta di andare subito al fronte riceve un bonus di 20 mila euro, molto tentante per chi ha più bisogno; 5) Democrazia, cioè governo del popol dovrebbe prevedere come minimo libere elezioni, libertà di pensiero e di impresa, suffragio universale.
• Luciano Costabile suggerisce di mettere un microchip intracorporeo a tutti quanti, in modo che da un computer centrale si possa sapere di ciascuno dov’è e cosa fa in ogni momento. Così gli assassini non sfuggirebbero...
Allora si fa prima a seguire il sistema islandese: in quel paese si sta creando la banca dati genetica di tutta la popolazione.[Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 2/9/2007]