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 2007  settembre 07 Venerdì calendario

Avevamo appena saputo che al momento della nascita si instaura tra i nostri geni una specie di lotta tra il patrimonio che ci viene dalla mamma e quello che ci viene dal papà, quando da Londra è arrivata la notizia che quel governo autorizza la creazione di ibridi embrionali costruiti mettendo geni di uomo insieme a geni di mucca

Avevamo appena saputo che al momento della nascita si instaura tra i nostri geni una specie di lotta tra il patrimonio che ci viene dalla mamma e quello che ci viene dal papà, quando da Londra è arrivata la notizia che quel governo autorizza la creazione di ibridi embrionali costruiti mettendo geni di uomo insieme a geni di mucca...

• Prego?
Potranno farlo solo i due centri specializzati, il King’s College di Londra e la Newcastle University. Lei sa che l’embrione è l’inizio dell’individuo, quello che si forma nei primissimi giorni dopo la fecondazione. Gli scienziati intendono prendere l’uovo di una mucca (o forse di un coniglio), svuotarlo del nucleo e riempirlo con il nucleo estratto da una cellula umana. Gli scienziati inglesi dicono che, se comincerà a svilupparsi un embrione, si ricaveranno da questi organismi delle cellule staminali e si potranno anche sviluppare in laboratorio modelli di malattie degenerative, come il morbo di Parkinson, l’Alzheimer eccetera. Sviluppare i modelli per curarle, è chiaro.

• Le cellule staminali sarebbero?
Quelle della fase iniziale, non ancora differenziate. Le cellule della pelle, delle unghie, delle ossa o dei capelli sono diverse. Ma all’inizio – nella fase embrionale, appunto (quando cioè noi eravamo embrioni: perché dalla fase di embrioni siamo passati tutti) – queste cellule non erano differenziate e sarebbero potute diventare qualunque cosa. Sono queste le cellule che interessano in modo particolare gli scienziati. Disponendo di cellule staminali ancora da differenziare si potrebbe ricreare, per esempio, la pelle di un grande ustionato, in modo del tutto naturale. Sto schematizzando in modo impressionante e impreciso, solo per darle l’idea generale.

• Ma mettendo insieme geni di uomo e geni di bue, come ha detto lei all’inizio, che razza di embrione si farà nascere? Un Minotauro?
Le obiezioni a questa iniziativa inglese sono enormi. Ce ne sono parecchie di natura morale. Una è questa: continuando a permettere manipolazioni di questo tipo si apre la strada all’eugenetica, quella dei nazisti. Potremmo arrivare al punto che il controllo delle nascite non si eserciterà solo sulla quantità dei bambini - come fanno in Cina - ma anche sulla loro qualità. Solo parlare di “qualità dei bambini” mi dà i brividi. Ma i nazisti pensavano appunto quest di formare per via di incroci naturali (della genetica non avevano idea, per fortuna) una razza superiore, fatta di belli, biondi, alti e con gli occhi azzurri, cioè il loro ideale di perfezione, quello che corrispondeva – sempre secondo loro – alla cosiddetta “razza ariana”. La genetica rende adesso teoricamente possibile uno sviluppo di questo genere, anche se le clonazioni umane non le ha mai fatte nessuno. Un’altra obiezione morale è la seguente: questo ibrido a cui si dà vita e che non potrà vivere che pochi giorni (ammesso che si riesca ad “accenderlo”) è un essere vivente o no? Gli scienziati e una quantità di altri pensatori dicono di no, in base a un ragionamento simile a quello che si fa per l’abort fino a un certo stadio non è ancora vita. Lei capisce che è un argomentare molto, molto dubbio. Abbiamo una definizione di vita così profonda da poter rispondere con certezza a una domanda simile? Direi proprio di no. Inutile dire che la Chiesa cattolica è contrarissima e denuncia forti interessi economici dietro questi esperimenti inglesi. Gli inglesi rispondono reclamando la libertà della scienza.

• Le obiezioni tecniche?
Almeno due. Il professor Angelo Vescovi, docente di Biologia Molecolare alla Bicocca, un’autorità mondiale nel campo della ricerca sulle staminali, ha spiegato al Corriere della Sera che in Giappone sono molto avanti nella tecnica di far retrocedere le cellule differenziate allo stadio di staminali, cosa che renderebbe inutile la creazione di embrioni. Inoltre, usare l’ovulo di mucca inficia alla radice la possibilità di studiare l’Alzheimer o il diabete: l’ibrido, anche se col 99 per cento di patrimonio umano, non è in nessun caso un embrione umano.

• Cos’è l’altra storia della mamma e del papà?
Craig Venter, altro mostro sacro di questo tipo di ricerca, s’è fatto mappare il proprio patrimonio genetico. la prima volta che si hanno a disposizione i cromosomi di un individuo e non una mappa ricavata da spezzoni di individui diversi. Nel genoma di Venter si distinguono i geni arrivati da un genitore e quelli arrivati dall’altro genitore. Non si sa ancora a quale genitore attribuire ciascuna linea e per questo Venter farà mappare la madre, che è ancora viva. S’è visto che, almeno in Venter, i geni di madre e padre vanno d’accordo solo il 36 per cento delle volte. In certi casi è chiaro che questa diversità è utile. Ma negli altri che significato bisogna darle? [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 6/9/2007]