15 luglio 1902
L’uomo del giorno: Luigi Vendrasco
• Luigi Vendrasco, «colui che per amore del campanile, si tirò dietro tante inimicizie, e perdette il posto», appena dopo il crollo si è rifugiato in campagna, a Strà. Oggi in occasione di un pranzo a casa del sindaco di Padova, Vittorio Moschini, Vendrasco riferisce all’inviato del Corriere le sue impressioni sull’accaduto. «Che c’è da meravigliarsi? È caduto? Sono dieci anni che lo dico! Io mi sarei meravigliato che caduto non fosse! E poi, caduto non è: lo hanno buttato giù ed esso ha obbedito! … Il campanile si sarebbe potuto salvare senza dubbio, se sino dal 1892 si fossero eseguiti certi lavori e non se ne fossero eseguiti certi altri; si sarebbe potuto salvarlo anche in questi ultimi giorni, se, in cambio di metter tante spie sulla ferita che anche gli orbi vedevano, si fosse curata direttamente quella ferita; la causa ultima e determinante dello sfacelo fu il recente taglio alla base per il lavoro alla loggetta del Sansovino». Il pranzo è interrotto da un telegramma: Vendrasco è atteso a Venezia dal ministro che vuole parlargli. [o.b., Cds 17-18/7/1902]