13 luglio 1902
«Il campanile di San Marco non crollerà»
• La frattura sul campanile di San Marco ha fatto progressi vistosissimi: ormai arriva fino alla cella campanaria. Alle 14 un nuovo sopralluogo rivela che le spie di vetro che misurano l’avanzamento della crepa sono tutte spaccate. Alle 16 la commissione nominata dal prefetto esclude il crollo dell’intero edificio, anche se crede probabile un crollo parziale tra alcuni giorni. Anche Saccardo, pur scrivendo al prefetto per sollecitare immediati lavori al Campanile, non pare comprendere la gravità della situazione: «Non esiste un grande, vero pericolo per la cittadinanza, ma occorreranno, oltre ai presenti, altri solleciti, estesi restauri» (Pietro Saccardo). [Attilio Centelli, Cds 15-16/7/1902; Cds 14-15/7/1902; Campanile 1992]
• Il prefetto ordina la chiusura del campanile di San Marco e la sospensione del suono delle campane. Non sono provvedimenti adeguati ma concorrono a far salire la tensione. La sera il questore sospende la musica in piazza e si diffonde grande allarme: «Le fantasie già eccitate galoppavano a cercare la causa inspiegabile del provvedimento; si parlava della morte di Re Edoardo, d’un attentato ferroviario al nostro Re, della caduta prossima del campanile... Finalmente si è saputo che la musica era stata sospesa d’ordine dal questore per misura precauzionale onde evitare l’agglomeramento della folla intorno al campanile». [Attilio Centelli, Cds 15-16/7/1902; Cds 14-15/7/1902]