13 luglio 1992
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Paolo Borsellino: «È arrivato il tritolo per me»
• Il Ros di Palermo comunica ai vertici della Procura e delle forze dell’ordine l’arrivo di un carico di esplosivo in città. I possibili obiettivi, sempre secondo l’informativa, sono Borsellino, il maresciallo Canale, il capitano dei carabinieri Sinico, i politici Salvo Andò e Calogero Mannino. Nel pomeriggio, un poliziotto della scorta guarda Borsellino in volto, lo vede preoccupato, teso, non può fare a meno di chiedergli: “Dottore, cosa c’è? È successo qualcosa?” Borsellino gli dice di botto: “Sono turbato, sono preoccupato per voi, perché so che è arrivato il tritolo per me e non voglio coinvolgervi”. [Lo Bianco-Rizza 2009]
• Quel giorno don Cesare Rattoli passa a trovare Paolo Borsellino nel suo ufficio palermitano al palazzo di Giustizia. I due chiacchierano della vita del giudice, del futuro dei suoi figli. A un certo punto però Borsellino gli chiede di essere confessato lì, in mezzo alle carte del suo ufficio: «Devo essere pronto, don Cesare. In ogni momento». [Bongiovanni-Baldo 2011].