9 luglio 1992
Tags : Paolo Borsellino
Il pentito Leonardo Messina chiede un autografo a Borsellino
• Borsellino rientra dalla Germania insieme al maresciallo Canale ed al sostituto Teresa Principato. Sotto la scaletta dell’aereo c’è una sola auto di scorta. A Fiumicino dovrebbe incontrare Fiammetta, in partenza per Bangkok insieme all’amico Alfio Lo Presti. Ma il suo aereo, per una variazione di programma, atterra a Ciampino. Quello stesso pomeriggio Borsellino va alla sede dell’Alto Commissariato per la lotta alla mafia per interrogare Leonardo Messina, il pentito di San Cataldo (Caltanissetta) che aprirà uno squarcio di luce sulle trame segrete della massoneria in combutta con la mafia e l’alta finanza di riciclatori. Messina parla di guerre sanguinarie tra i clan, descrive omicidi e sparatorie, agguati e massacri, poi chiede: “Dottore, una cortesia, me lo fa un autografo?”. Borsellino resta di stucco: “Un autografo?”. “Si – risponde il pentito – è per i miei figli, me l’hanno chiesto loro, la conoscono, la vedono in tv”. Borsellino, al successivo incontro, si presenta con una cartolina: “In ricordo delle lunghe giornate trascorse con vostro padre. Paolo Borsellino”. [Lo Bianco-Rizza 2009]