La Gazzetta dello Sport, 27 settembre 2007
Il ministro degli Interni, Giuliano Amato, è preoccupato perché c’è un esodo di zingari dalla Romania verso l’Italia
Il ministro degli Interni, Giuliano Amato, è preoccupato perché c’è un esodo di zingari dalla Romania verso l’Italia.
• Ma è vero?
Qualcuno ha calcolato che entro il 2030 ci saranno in Italia due milioni e mezzo di zingari. Se pensa che i cittadini romeni di etnia rom sono tre milioni, significa che verranno praticamente tutti qui da noi. La Caritas dice che si spostano in 60-100 mila l’anno. Secondo l’Ismu (Iniziative e studi multietnicità) il dato è un po’ più consistente: 80-105 mila persone. In ogni caso, anche se ha ragione la Caritas, ci siam a blocchi di 60-100 mila l’anno saranno in effetti intorno ai due milioni e mezzo entro il 2030.
• E dove li mettiamo?
Già, perché apparentemente è impossibile fermarli. Sono rumeni, quindi fanno parte della comunità europea e gli accordi di Schengen dicono che un cittadino della comunità può, nella cosiddetta area Schengen, girare liberamente. L’area Schengen (Schengen è il centro del Lussemburgo dove venne firmato l’accordo sulla mobilità dei cittadini) comprende i paesi dell’Unione europea tranne il Regno Unito (Inghilterra, Scozia, Galles) e l’Irlanda. E include anche paesi che non fanno parte dell’Unione europea come Islanda, Norvegia e Svizzera. Quindi gli zingari girano per l’Europa liberamente e, finché non delinquono, non abbiamo diritto di pronunciare neanche una parola. Ma quando delinquono... Sa che Naim Stafa, uno dei due albanesi assassini della povera coppia di Treviso (non erano zingari), era «persona sgradita nell’area Schengen»? E nonostante questo girava da noi senza problemi e ha potuto compiere quel massacro.
• Sarà perché noi alla fine non gli facciamo mai niente oppure per condannarli ci vuole un sacco di tempo.
Sì’, è il problema di una legislazione talmente garantista da esser diventata suicida. Lei sa che il governo, spitno dai sindaci, sta preparando un “pacchetto sicurezza”, di cui conosceremo ufficialmente il contenuto alla metà di ottobre. Sono però trapelati parecchi particolari del provvedimento o dei provvedimenti, spesso infatti questi pacchetti sono formati da un decreto per risolvere le faccende più urgenti e da un disegno di legge per quelle che possono aspettare. Si sa, per esempio, che si vorrebbe imporre l’arresto per i reati di strada supponendo, evidentemente, che gli autori di scippi, rapine o stupri abbiano una evidente tendenza a ripetere il reato. L’altro giorno, parlando alla commissione Affari costituzionali del Senato, Amato ha lanciato questo allarme sul nomadismo e ha detto che ha intenzione di concedere ai prefetti il potere di espellere un nomade o uno straniero anche se non è stato condannato in tribunale. Ha detto: «Quando si fermano personaggi come quelli presi nei giorni scorsi dalla mobile romana, responsabili di stupri a Tor Vergata, anche se non dovessero essere condannati, io li espellerei».
• Perché non dare questi poteri ai sindaci, che negli ultimi tempi si sono dati tanto da fare?
Il prefetto è un funzionario dello Stato, dunque ha un potere amministrativo indiscutibile. Il sindaco è un politico, quindi ha compiti di mediazione che possono prevalere talvolta sull’applicazione della legge. Per esempio, nel caso degli incendi tanti sindaci non hanno applicato la legge – ottima – che gli imponeva di aggiornare il catasto in modo da rendere identificabili le aree andate a fuoco. Lì la decisione è di far intervenire, quando il sindaco è manchevole, il prefetto. Allo stesso mod il prefetto, ritenendo certi soggetti socialmente pericolosi, anche se non penalmente colpevoli, potrà decidere, se passerà la norma, l’espulsione. Su questo tipo di provvedimenti di solito il governo ha problemi a sinistra, ma stavolta anche Paolo Ferrero, il ministro della Solidarietà sociale che proviene da Rifondazione, ha detto: «Cerchiamo di integrare bene i 150 mila zingari che già risiedono in Italia. Se continuano ad arrivare rom non potremo fare niente, il flusso va fermato».
• Non si potrebbe chiedere alla Romania di tenerseli in qualche modo?
Sarkozy ha fatto un accordo per cui, in caso di problemi, il governo romeno se li riprende. Amato ha detto l’altro giorno che uno dei due corni del dilemma è proprio la Romania. «Siccome lassù gli zingari sono condannati a una non-vita, è chiaro che scappano qui. Bisognerebbe lavorare sul governo romeno perché migliori la propria struttura sociale in modo da non spingerli all’esodo». Romania e Bulgaria – gli ultimi arrivati nell’Unione – sono i due paesi più poveri della Ue: un reddito pro-capite di 4000 euro l’anno. I rom, naturalmente, non hanno neanche quelli. Mandiamoli pure via, quando si comportano male, ma ricordiamoci che o si elimina la miseria o prima o poi il problema si ripresenterà.
[Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport
26/9/2007]