23 maggio 1992
Tags : Paolo Borsellino
Le lacrime di Borsellino per Falcone ucciso dalla mafia
• A Capaci la mafia fa saltare in aria Giovanni Falcone con la moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro. Borsellino, saputo dell’attentato mentre si trova dal suo barbiere in via Riccardo Zandonai, corre all’ospedale civico, dov’è ricoverato Falcone in fin di vita. Poco dopo arriva anche Antonio Ingroia, che ricorda: «Lo trovai appoggiato contro il muro, il capo chino, il volto stanco. Era come... svuotato. E’ come se fosse invecchiato tutto in una volta. Ha raccolto l’ultimo respiro di Giovanni Falcone. La sua voce rivela il vuoto assoluto nel quale è appena precipitato: “È morto così, tra le mie braccia”». Lucia scoppia in un pianto dirotto. Il padre la riprende dicendole di non dare spettacolo. Ma pochi istanti dopo anche lui crolla nello stesso pianto abbracciandosi alla figlia». [Bongiovanni-Baldo 2011]