7 marzo 1992
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Il pentito Calcara a Borsellino: «Sono l’uomo che doveva ucciderla»
• Paolo Borsellino racconta divertito il suo incontro con il boss della droga Vincenzo Calcara, che nel novembre 91 s’era pentito perché aveva paura d’essere ammazzato (aveva sottratto una valigia con dieci chili di coca) e gli aveva svelato che Cosa nostra aveva deciso di farlo fuori: «Permette signor giudice che l’abbracci? Io sono l’uomo che doveva ucciderla. Lei, come procuratore di Marsala, aveva dato fastidio alla famiglia di Castelvetrano. Per questo dovevo ucciderla. Lei aveva rotto i...» «Io aspettavo un fucile di precisione con cannocchiale. Avrei dovuto ucciderla lungo l’autostrada Mazara del Vallo-Palermo. Aspettavo per assassinarla solo il permesso della cupola di Cosa nostra, da Palermo, perché Palermo è la capitale del mondo. Il permesso però non arrivò, e così lei non fu ucciso» [Giorgio Petta, Cds 7/5/1992]