Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1987  gennaio 10 Sabato calendario

Leonardo Sciascia attacca Paolo Borsellino

• Leonardo Sciascia, sul Corriere della Sera, attacca Borsellino e il sindaco di Palermo Leoluca Orlando in un articolo dal titolo «I professionisti dell’antimafia». Sciascia cita i due come esempi di una categoria di «privilegiati» che sta prendendo sempre più piede in Sicilia, regione dove il potere fondato sulla lotta alla mafia «è molto simile, tutto sommato, al potere mafioso e al potere fascista». In particolare attacca Borsellino per la nomina a Marsala, facendo notare ai lettori che «nulla vale più, in Sicilia, per far carriera nella magistratura, del prender parte a processi di stampo mafioso». Le polemiche legate all’articolo divampano subito. Una fazione, quella ostile ai «giudici sceriffi» e al pool antimafia, plaude a Sciascia. Un’altra lo accusa di colpire il nuovo anziché il vecchio. Il coordinamento antimafia bolla Sciascia con un epiteto coniato da lui stesso ne Il giorno della civetta: «quaquaraqà», «cosa da niente». Borsellino, amareggiato, pubblicamente tace, ma alla moglie confida: «C’è qualcuno che ha interesse a screditarmi, un burattinaio che ha sfruttato la buonafede dello scrittore». Per lui Il giorno della civetta è il libro «per capire la mafia», tanto che qualche giorno dopo lo regala a Diego Cavaliero: «Ne leggo qualche pagina dopo pranzo, la sera lo commentiamo insieme. E’ traendo spunto da questo libro che Paolo comincia a parlarmi del mafioso palermitano, dei simboli e delle differenze che passano per esempio tra due frasi che sembrano avere lo stesso significato: ti cercano e ti stanno cercando. La prima, mi spiega, non nasconde nessuna insidia; la seconda è carica di significati minacciosi». [Lucentini 2003]