12 novembre 1984
Tags : Paolo Borsellino
Borsellino, la paura dell’aereo e il frutto «mai visto prima»
• Dopo la cattura di Buscetta, Falcone Borsellino e Ayala sono costretti ad andare in Brasile. Borsellino, che ha il terrore dell’aereo, dice ai colleghi: «Non farò dieci ore di viaggio neppure con la camicia di forza». Invece le fa. E al ritorno, nel decollo da Rio, si scatena un temporale terrificante. L’aereo traballa. Paolo guarda gli amici che lo rassicurano: tutto normale, normalissimo. Al secondo fulmine si gira ancora verso di loro: tutto normalissimo. E così altre due volte, sinché l’aereo sobbalza come un pullman che corre sulle pietre e un boato spaventoso fa tremare tutto l’abitacolo, e lui con lo sguardo incazzoso: «Questo pure normale è?». [Filippo Facci, Giorn. 19/07/2007].
• Tornato dal Brasile, Paolo Borsellino racconta che nella stanza d’hotel a Rio de Janeiro aveva trovato un cesto pieno di frutta: ananas, banane, arance «e un frutto mai visto prima»: «Assomiglia a una pesca ma è grande come un pallone da rugby. Ne mangio un po’ ogni giorno, la mattina e la sera. La polpa è dura, il sapore amaro. In quattro giorni lo termino. Rimane solo il nocciolo, ma stranamente è morbido. Lo prendo, apro la finestra, mi accerto che nessuno mi veda, lo getto nel vuoto. Solo dopo, parlando con un cameriere brasiliano, scopro che per quattro giorni ho mangiato la buccia. E che dalla finestra ho lanciato il frutto». [Lucentini 2003]