La Gazzetta dello Sport, 12 ottobre 2007
Si annunciano un bel po’ di scioperi nella scuola, scioperi di studenti delle secondarie, scioperi di universitari, scioperi del personale amministrativo e tecnico e degli insegnanti
Si annunciano un bel po’ di scioperi nella scuola, scioperi di studenti delle secondarie, scioperi di universitari, scioperi del personale amministrativo e tecnico e degli insegnanti. Cortei e quant’altro sono organizzati da sigle politiche opposte e un po’ in tutte le città italiane, con prevalenza naturalmente a Roma.
• Un po’ di calendario?
Vediamo... Oggi scendono in piazza gli studenti delle organizzazioni Rete degli Studenti, Unione degli Studenti, Studenti di Sinistra, Studenti*SX, Unione degli Universitari. Queste sigle annunciano manifestazioni contemporanee in 130 città. Senonché anche quelli del sito Internet Scuolazoo.com – diretto da due che hanno parlato con i giornali e si chiamano Paolo De Nadai e Francesco Fusetti – dicono di aver organizzato una grillata per oggi, cioè studenti in piazza un po’ dappertutto che dicono vaffa al ministro. Sul loro sito ci sono anche delle mail di insulti a Fioroni. Comunque sia, oggi ci saranno queste manifestazioni, il cui obiettivo principale è, per quanto riguarda gli universitari, il rifiuto del numero chiuso, e, per quanto riguarda quelli delle secondarie, il no alla reintroduzione degli esami di riparazione. Gli studenti di queste organizzazioni e quelli del sito di prove a settembre non vogliono sentir parlare. Il comunicato dell’Unione studenti parla pure di «immediata cancellazione di ciò che rimane della riforma Moratti», «la costruzione di un biennio unitario forte» e «la personalizzazione dei tempi e dei modi di recupero della didattica». La prego di non chiedermi il significato di quest’ultima rivendicazione perché non l’ho capita, e anzi non sarebbe male se qualche rappresentante degli studenti ci scrivesse per spiegarcela. Lo dico senza polemiche e prego chi ci scriverà di non insultare.
• E le altre manifestazioni?
Domani corteo a Roma di Azione studentesca, quelli di destra. Chiedono non solo l’abolizione degli esami di riparazione (che tra l’altro non sono ancora formalmente in vigore, manca il benestare della Corte dei Conti), ma addirittura la sparizione dei libri di testo obbligatori. Sostengono qualcosa che non avevo mai sentito prima e cioè che «troppe famiglie sono costrette a scegliere il tipo di scuola in base al prezzo dei libri». Sarebbe interessante saperne di più e invito anche i giovani di Azione studentesca a darci delucidazioni in proposito. Come sempre, senza scrivere parolacce.
• Non sono sul piede di guerra anche insegnanti e personale?
Sì, martedì prossimo. Qui però si tratta di manifestazioni molto politiche: gli insegnanti iscritti allo Snals-Confsal vogliono «cambiare la Finanziaria 2008» che si presenta «deludente e penalizzante per i lavoratori dipendenti e i pensionati». Siamo nella zona delle polemiche di queste ore, cioè del voto ultrafavorevole all’accordo del 23 luglio. Infatti altri lavoratori della scuola, quelli che sono riuniti nei Cobas e che sciopereranno il 9 novembre, gridan «No agli accordi del 23 luglio tra governo e sindacati amici, che massacrano le pensioni e rendono permanente la precarietà. No ai tagli della Finanziaria e al preside-padrone, ai provvedimenti disciplinari contro docenti e Ata (personale amministrativo, tecnico e ausiliario - ndr) che non vogliono la scuola-azienda. Assunzione dei precari su tutti i posti disponibili, parità di trattamento salariale e normativo tra precari e stabili e un vero Tempo pieno per tutti i richiedenti». Tempo maiuscolo nell’originale.
• Perché ci dà queste notizie con tono così scettico?
«Non lo so, sono decenni che insegnanti e studenti sfilano con parole d’ordine non troppo diverse e contro ministri di tutti i tipi e mi pare che la scuola sia peggiorata di continuo. Abbiamo la percentuale più alta di abbandoni prima del diploma. Il numero di studenti classificati «a bassa abilità di lettura-scrittura» sono in continuo aumento. Erano il 19% nel 2000, erano già il 23,9 nel 2003, in Finlandia sono il 5, in Irlanda o nei Paesi Bassi l’11. Poi mi hanno depresso i video di Scuolazoo dove si vede, tra l’altro, uno studente saltare a piè pari, e previa rincorsa, sulla cattedra di un insegnante.
• Non è d’accordo che gli esami di riparazione sono un ritorno al passato?
Posso anche ammettere che gli esami di riparazione sono una porcheriola d’altri tempi. Però avrei voluto vedere una manifestazione di studenti che reclamava i corsi di recupero dei debiti. Fino a ieri, tutti zitti. Ho paura che le proteste siano in difesa dell’estate al mare. In tutti i comunicati di ieri non c’è una parola d’ordine credibile sul fatto che a scuola si deve imparare, che imparare costa sacrificio, che le promozioni in massa non portano da nessuna parte, tanto là dove non ti seleziona la scuola ti seleziona la vita.[Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 11/10/2007]