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 2007  ottobre 24 Mercoledì calendario

C’è un sacco di gente a letto con la tosse... • E’ arrivata l’influenza...Non proprio. I medici dicono che sono altri virus, roba che di solito non fa male a nessuno e che adesso colpisce soprattutto per via degli sbalzi di temperatura

C’è un sacco di gente a letto con la tosse...

• E’ arrivata l’influenza...
Non proprio. I medici dicono che sono altri virus, roba che di solito non fa male a nessuno e che adesso colpisce soprattutto per via degli sbalzi di temperatura.

• Io mi devo ancora vaccinare.
Infatti, non stia lì a recriminare. I medici dicon guardate che se ne stanno a letto con questa specie di simil-influenza soprattutto gli adulti, mentre i bambini e gli anziani, che di solito finiscono kappaò per primi e in massa, girano felici per casa. Quindi non è ancora una vera influenza. Ci sono questi virus di poco conto, che normalmente non riescono a far male a nessuno e che stavolta profittano, oltre che degli sbalzi, del mangiar male, dell’inquinamento, del poco sonno, della vita sedentaria, dello stress che fa abbassare le difese immunitarie. Diciamo che si tratta di quasi-influenza, oppure di pre-influenza. Questi virus mezza-tacca, che però sanno far male, si chiamano Adenovirus e Coronavirus. Pare che becchino 400 mila persone a settimana.

• Accidenti. E che si può fare?
Il solit star leggeri in un ambiente caldo e coprirsi bene quando si esce. Qualche pillola delle solite, antipiretici, antitosse, decongestionanti, eccetera. Anche se il virus è di poco conto, curarsi però, perché a lasciar perdere e aspettare che passi da sé si può lasciare il corpo debilitato e più vulnerabile all’arrivo dell’influenza vera. Di quella sì bisogna aver paura.

• Vaccino?
Certo. E da fare a novembre, perché i picchi influenzali negli ultimi anni si sono verificati a gennaio e a febbraio e il vaccino mantiene tutta la sua efficacia per quattro mesi: quindi rendendosi immuni a novembre si dovrebbe arrivare tranquillamente fino alla fine di febbraio. Oltre tutto l’efficacia del vaccino, anche se sempre più attutita, dura nel tempo e le vaccinazioni dell’anno scorso una loro efficacia minima ce l’hanno ancora. L’inverno mite 2006-2007 ha reso il peregrinare dell’influenza abbastanza modesto. Era un virus che si chiamava Wisconsin, o AH3N2, e l’influenza era infatti detta “americana”. Quest’anno viene invece dalle Isole Salomone e ha la sigla AH1N1. Chi non l’ha presa l’altro inverno è più esposto, perché ha meno anticorpi. Ah, naturalmente lei sa già che le Isole Salomone stanno nel Pacifico meridionale, in quella pagina dell’Atlante dove si vede anche l’Australia...

• Mi domando come fa un virus ad arrivare da laggiù fino a qui.
Ma lei scherza. Nel 2006 si sono spostate in aereo due miliardi di persone. I virus viaggiano alla grande, e non solo quelli dell’influenza. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha scritto, in un suo rapport «Oggi un’epidemia in qualunque parte della Terra è a poche ore di distanza dal diventare una minaccia ovunque». L’influenza, poiché si propaga da uomo a uomo, ha naturalmente carattere epidemico e per quello che riguarda il prossimo inverno si prevede che ne saranno colpite, qui in Italia, cinque milioni di persone. Anche se non bisogna far tragedie e neanche farsi prendere dal panico – oltre tutto è da quando siamo nati che ogni inverno c’è questo rischio di mettersi a letto con la febbre e la goccia al naso –, l’influenza è una cosa seria sempre, e non solo quando si presenta in forma di spagnola: è la terza causa di morte per malattia infettiva dopo l’Aids e la tubercolosi. E ha costi altissimi: per ogni malato lo Stato spende tra i 30 e i 124 euro, cui si aggiungono le giornate di lavoro perse, il calo di produttività, la spesa privata per farmaci. La forza del virus influenzale sta nel suo trasformismo. Il morbillo lo facciamo una volta sola nella vita e, creati gli anticorpi, non ci infettiamo più. Il virus dell’influenza, invece, mentre cammina si modifica e diventa irriconoscibile. Secondo il solito sistema delle mutazioni: replicandosi da persona a persona, varia un poco la struttura dei nucleotidi e non è più individuabile dagli anticorpi naturali e neanche dai vecchi vaccini. Per questo ogni anno bisogna preparare un anti-influenzale nuovo. Questo è un virus che – soprattutto nelle sue forme A e B – gira sempre in maschera. Si ricorda l’aviaria? Era un’influenza di tipo A, molto temibile perché il virus mutava migliaia di volte in poco tempo nel corpo di milioni di uccelli e si temeva che passasse per un animale intermedio (il maiale) e lì diventasse capace di colpire l’uomo. Non se ne parla più, ma il pericolo non è passat ancora la settimana scorsa 29 scienziati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno denunciato la caduta di tensione su questo rischio epidemico, l’«incoerente pianificazione alle frontiere». Tocchiamo ferro e facciamoci il vaccino.  [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 28/10/2007]