Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  ottobre 29 Lunedì calendario

Rispondiamo, come ogni lunedì, alle lettere dei lettori. • Il lettore Mario Di Francesco, da Roma, le chiede di non sfuggire alle valutazioni sul numero dei manifestanti, come ha fatto l’ultima volta: a San Giovanni, l’altro sabato, erano un milione o no?No, visto che me lo chiede

Rispondiamo, come ogni lunedì, alle lettere dei lettori.

• Il lettore Mario Di Francesco, da Roma, le chiede di non sfuggire alle valutazioni sul numero dei manifestanti, come ha fatto l’ultima volta: a San Giovanni, l’altro sabato, erano un milione o no?
No, visto che me lo chiede. La piazza è grande circa 90 mila metri quadri, fingiamo che sia vuota e cioè che non ci siano alberi, palco, cassonetti e quant’altro. Ipotizziamo non due persone a metro quadro, ma addirittura tre (che è tanto). Fa 270 mila presenze, ma di gente molto, molto stipata. Arriviamo a trecentomila includendo un po’ di gente nelle vie laterali. Più di questo è impossibile. Siccome, però, i manifestanti stavano abbastanza larghi e la piazza non era proprio stracolma e gli alberi, i cassonetti, i palazzi ci sono, direi che una cifra credibile è di novanta-centomila persone. Il lettore mi scuserà se, l’altra domenica, ho lasciato perdere questi calcoli, preferendo la valutazione politica («la manifestazione è riuscita»). Avevo già scritto che i numeri proclamati dai manifestanti sono del tutto improbabili sia al tempo della manifestazione contro la base di Vicenza che in occasione del Family Day. Ma il lettore ha ragione, queste distorsioni vanno contrastate sempre.

• «La moglie di Kirchner che diventa presidentessa dell’Argentina. Non è che nel mondo si stanno formando dinastie famigliari?» Glielo chiede il lettore Domenico Vigilante da Dronero.
Sì, forse. I due Clinton, i gemelli Kaczynski, Bush padre e Bush figlio, Segolène Royal compagna del segretario socialista. Forse.

• Il lettore Mario Cacioppo le scrive da Pozzuoli e vuol sapere se, secondo lei, sarebbe possibile organizzare un referendum anche a Pozzuoli per chiedere di essere annessi a Bolzano...
Spiritoso. Allude al fatto che Cortina d’Ampezzo sta votando (ieri e oggi) per l’annessione all’Alto Adige. Cioè i cortinesi vogliono lasciare il Veneto e la provincia di Belluno e autoannettersi alla provincia di Bolzano. Un solo dato spiega tutt la provincia di Bolzano spende 1200 euro ad abitante, la Regione Veneto la metà. A giugno già Asiago ha votato l’annessione a Bolzano col 94% dei voti. Senonché la commissione altoatesina ha poi respinto (27 voti su 35, dalla Svp ai Ds) la domanda di adesione perché i confini dell’Alto Adige, fissati da trattati internazionali, sono immodificabili. Cortina quindi, anche se vincerà il sì, ha poche speranze. Quanto a Pozzuoli, penso che, prima di fare un referendum, si dovrebbe dimostrare una certa contiguità territoriale.

• Il lettore Amedeo Schivazappa sostiene che bisognerebbe criticare Mastella per come funziona la giustizia e non per il resto.
Se parliamo della lentezza dei processi, Mastella è responsabile insieme a un altro bel po’ di ministri di tutte le parti politiche. Una causa civile dura mediamente 2.276 giorni fino alla sentenza di secondo grado, una penale 1424 giorni fino all’appello più un altro anno per la Cassazione. L’attrice Laura Antonelli è stata risarcita l’altro giorno con 108 mila euro proprio per l’«eccedenza» della fase processuale. Se alla lunghezza del procedimento aggiungiamo i tempi dimezzati delle prescrizioni, arriviamo alla conclusione che quasi tutta la macchina della giustizia gira inutilmente. L’indulto ha reso superflui i processi con condanne inferiori ai tre anni (che bisogna celebrare lo stesso, ma alla fine dei quali il reo va liberato), le legittime astuzie dei difensori prolungano quasi sempre i tempi in modo da superare il periodo della prescrizione. I rimedi sarebber abolizione di qualche grado di giudizio e soprattutto possibilità di appellarsi solo in presenza di elementi davvero nuovi e non considerati nella prima fase. La prescrizione è stata inventata per non continuare a cercare colpevoli di delitti di cui s’è persa memoria. Ma quando ci sono i rinvii a giudizio, o addirittura le condanne, francamente non ha più senso. Aiuterebbe anche – e fortemente – una magistratura (e sto parlando qui pure dei pm) meno impreparata, meno chiacchierona, meno vogliosa di andare sui giornali, meno politicizzata. Infine: la lentezza del processo conviene grandemente agli avvocati e il nucleo più forte di deputati e senatori è costituito proprio dagli avvocati. I quali – lei non ci crederà – mentre ci rappresentano in Parlamento, continuano a esercitare la professione.

• «Che ne dice di Draghi e Giordano d’accordo sui nostri stipendi troppo bassi?», chiede il lettore Francesco Scorza, da Grosseto.
I nostri stipendi sono troppo bassi, ma il nostro costo del lavoro è tra i più alti d’Europa. Caro Scorza, lei come lo spiega? [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 28/10/2007]