Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  novembre 02 Venerdì calendario

Giovanna Reggiani, 47 anni, è morta ieri sera dopo un’agonia di due giorni. Già i medici dell’ospedale Sant’Andrea di Roma – che nei loro primi referti avevano parlato di «flebile attività cerebrale» e «assenza di riflessi» – avevano fatto capire che non c’erano sperane

Giovanna Reggiani, 47 anni, è morta ieri sera dopo un’agonia di due giorni. Già i medici dell’ospedale Sant’Andrea di Roma – che nei loro primi referti avevano parlato di «flebile attività cerebrale» e «assenza di riflessi» – avevano fatto capire che non c’erano sperane. Il procuratore aggiunto Italo Ormanni, benché Giovanna fosse ancora viva, aveva scritto nel documento di fermo le parole «omicidio volontario». In quel momento non era ancora un omicidio, ma era certamente «volontario». E feroce. Il professor Luigi Cipolloni, dell’università di Roma, ha spiegato che il romeno Nicolae Romulus Mailat, 24 anni, ha colpito la donna in testa, provocandole un «trauma cranico-facciale» con successiva emorragia. Forse ha adoperato una pietra, oppure lo stesso ombrello con cui Giovanna ha tentato in un primo momento di difendersi.

• Non ho capito la ferocia dell’aggressore. La borsetta era riuscita a levargliela... la violenza sessuale c’è stata o no? Il romeno era ubriaco?
Quando gli agenti sono andati a prenderlo, Mailat li aspettava tranquillo sulla porta della baracca. C’erano in giro delle bottiglie di birra vuote, ma non pareva ubriaco. Della violenza sessuale non si sa nulla perché le condizioni di Giovanna Reggiani sono troppo gravi e non è stato possibile condurre nessun esame specifico. Però è stata trovata in fondo al dirupo in cui il romeno l’ha buttata, con la maglietta sollevata, i pantaloni abbassati, senza slip.

• Pare che stavolta il governo si sia deciso ad adottare la linea dura.
E’ stato deciso di trasformare in decreto legge uno dei cinque disegni di legge sulla sicurezza di cui abbiamo parlato l’altro giorno. Quello che dà ai prefetti la facoltà di espellere gli immigrati giudicati pericolosi. La trasformazione in decreto significa che si tratta di una norma immediatamente operante. In teoria, dal momento in cui la Gazzetta Ufficiale lo avrà pubblicato, i prefetti di tutt’Italia potranno procedere alle espulsioni dei soggetti sgraditi.

• Bene, no?
Mah. Molti hanno osservato che si è presa questa decisione sull’ondata di un episodio gravissimo, ma singolo. In effetti i nostri politici hanno l’abitudine di varare leggi o decreti per rispondere a ondate di emozione che attraversano il Paese. Quest’estate la concentrazione in pochi giorni di alcuni incidenti stradali molto gravi provocò modifiche al pacchetto di riforme del codice della strada. In realtà, come scrivemmo già allora, i morti per incidente erano diminuiti su base annua e quel week end disgraziato aveva avuto poi in totale meno morti della media. Anche adess se la situazione era tanto grave, perché non è stata adottata la formula del decreto già l’altro giorno? Controprova: un paio di mesi fa un uomo è stato aggredito mentre andava in bicicletta da quelle parti, è morto in ospedale dopo un coma lunghissimo e non è successo praticamente niente. Una voce maligna sussurra all’orecchio dei cronisti – i quali hanno pudore a prendere in considerazione una voce simile – che un così grande allarme è stato provocato dal fatto che la donna è moglie di un alto ufficiale della Marina. Può essere, purtroppo.

• Si fa politica anche su queste cose?
Ieri sera s’è saputo che le 78 baracche costruite nei due campi dietro la stazione di Tor di Quinto e in via Foce dell’Aniene saranno rase al suolo entro 48 ore. Ieri la polizia è andata a vedere: ha trovato 75 romeni, 17 dei quali non erano in regola e sono stati portati all’ufficio immigrazione. Nei campi c’erano 16 bambini. Come lei saprà è stata una baraccata romena di questi campi a riconoscere Mailat, gridare, fermare l’autobus 31, far arrivare in pochi minuti una volante. Questa donna rischia: gli altri baraccati l’hanno circondata e minacciata e poi, sia ai cronisti che agli agenti, hanno detto che «non ci sta di testa», mentre Mailat «è a posto». Ma il punto è un altr se le 78 baracche sono da abbattere, come mai si procede solo ora? E non è mica l’unica zona degradata di Roma.

• C’entra con questo delitto?
C’entra, perché ha a che vedere con la gestione del territorio. La tv, ieri sera, ci ha fatto vedere il campo dove viveva Mailat. Quella sarebbe Roma, una metropoli moderna, pretesa capitale della cultura? Come vuole che lì non crescano assassini e rapinatori? Se un po’ del denaro e dell’intelligenza che i sindaci Rutelli e Veltroni hanno dedicato al Giubileo o alla Festa del Cinema, fossero stati investiti nella costruzione di una città ordinata, pulita, senza baraccopoli, senza luoghi dove la miseria materiale e spirituale non può che moltiplicarsi... Ma bisognava pensarci prima. Le ruspe in 48 ore, i decreti legge emanati a spron battuto somigliano tanto alla confessione di un fallimento.  [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 1/11/2007]