Comandini, 10 luglio 1863
• Nel porto di Genova un commissario di polizia con alcuni agenti presentasi a bordo del piroscafo delle Messaggerie Imperiali francesi Aunis proveniente da Napoli, Civitavecchia e Livorno, e, assente il capitano, sceso a terra, reclama la consegna di cinque passeggeri imbarcati a Civitavecchia diretti a Marsiglia e muniti di passaporti vidimati a Roma dalle ambasciate di Francia e di Spagna
• Nel porto di Genova un commissario di polizia con alcuni agenti presentasi a bordo del piroscafo delle Messaggerie Imperiali francesi Aunis proveniente da Napoli, Civitavecchia e Livorno, e, assente il capitano, sceso a terra, reclama la consegna di cinque passeggeri imbarcati a Civitavecchia diretti a Marsiglia e muniti di passaporti vidimati a Roma dalle ambasciate di Francia e di Spagna. Il secondo di bordo opponesi; salgono sul vapore 25 carabinieri, e in acqua attornianlo scialuppe armate, mentre una nota del prefetto avvisa il console di Francia dell’ordine governativo da eseguire trattandosi di cinque noti briganti. Il console protesta per questione di forma; il capitano dell’Aunis ritornato a bordo rifiuta di acconsentire allo sbarco dei cinque già arrestati, se il console non lo autorizzi; ma gli arrestati sono tradotti in carcere a Genova. I briganti figuravano come passeggeri diretti a Barcellona, via Marsiglia, coi passaporti firmati dalla polizia pontificia di Roma, e con lettera per il console pontificio di Marsiglia.