Comandini, 25 maggio 1863
• A Torino, a palazzo Madama, il Re con discorso reale inaugura la nuova sessione parlamentare: «Voi affermaste i diritti della Nazione alla completa sua unità: questi diritti saprò mantenerli inviolati
• A Torino, a palazzo Madama, il Re con discorso reale inaugura la nuova sessione parlamentare: «Voi affermaste i diritti della Nazione alla completa sua unità: questi diritti saprò mantenerli inviolati. Iniziati appena i lavori parlamentari la Provvidenza ci rapiva quell’uomo illustre che tanto mi coadiuvò nell’ardua impresa della nostra rigenerazione. Questo lutto fu mio: al pari di me lo risenti tutta Italia. «La massima parte delle potenze riconobbe il nuovo Regno. Nel concerto di esse la nostra voce si farà udire devota al trionfo della giustizia, propugnatrice di libertà e di nazionalità. «Sulla base dello Statuto consolidare la libertà, e colla libertà acquistare la intera indipendenza ed unità della patria, tal è l’intento al quale abbiamo consacrato la nostra vita. «A conseguirlo si richiede concordia, senno ed energia. L’Italia ha mostrato di possedere in alto grado tutte queste doti. Perdurando in esse, umana forza non potrà distruggere ciò che abbiamo edificato; ed io, securo ed impavido, affretto con piena fede il compimento dei destini d’Italia».