Comandini, 11 marzo 1863
• Il ministro per gl’interni, sentito il consiglio dei ministri, risponde ai deputati De Boni, Miceli e Cadolini che «il governo del Re, determinato a continuare a valersi dell’opera dei cittadini, nei modi consentiti dalle leggi, non che dal dovere di conservare intiera quell’autorità che a lui solo spetta, e fidente nell’efficacia dei mezzi onde può disporre, ritiene che motivi di convenienza politica e le disposizioni legislative vigenti gli vietino di autorizzare la costituzione del progettato corpo di volontari»
• Il ministro per gl’interni, sentito il consiglio dei ministri, risponde ai deputati De Boni, Miceli e Cadolini che «il governo del Re, determinato a continuare a valersi dell’opera dei cittadini, nei modi consentiti dalle leggi, non che dal dovere di conservare intiera quell’autorità che a lui solo spetta, e fidente nell’efficacia dei mezzi onde può disporre, ritiene che motivi di convenienza politica e le disposizioni legislative vigenti gli vietino di autorizzare la costituzione del progettato corpo di volontari».