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 2009  giugno 26 Venerdì calendario

Dobbiamo in qualche modo com­mentare la prova di italiano a cui sono stati sottoposti ieri mez­zo milione di studenti al debutto degli esami di Maturità

Dobbiamo in qualche modo com­mentare la prova di italiano a cui sono stati sottoposti ieri mez­zo milione di studenti al debutto degli esami di Maturità.

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Il mio commento è: mah.

Come sarebbe?
Intanto lei ha detto prova di ita­liano. In un’altra epoca avreb­be adoperato l’espressione “temi”. Uscivano anche dei li­bri, con la raccolta dei “titoli dei temi” assegnati alle maturità de­gli anni precedenti. Lo stesso mi­nistero, di tanto in tanto, racco­glieva i temi a suo parere miglio­ri. I temi possibili sono ora stati ridotti a due, quello di argomen­to storico o quello di ordine ge­nerale (prove contrassegnate dalle lettere C e D). Altrimenti c’è o l’Analisi del testo (prova A) o il trattamento di materiali forniti dal ministero stesso (pro­va B). Questi materiali hanno la stessa funzione delle agenzie di stampa nelle redazioni dei gior­nali. Tagliandoli, cucendoli, commentandoli si fabbrica un testo nuovo di zecca.

• Perché queste complicazioni?
Una volta si davano un mucchio di temi, un certo lotto di titoli per il classico, un altro per lo scientifico, altri per gli istituti tecnici, professionali, artistici eccetera. Da un paio d’anni s’è voluto semplificare: tutti scelgo­no in definitiva tra sette possibi­lità. Stavolta la tipologia A chie­deva di analizzare e riassumere la prefazione de La coscienza di Zeno, in cui «uno psicanalista, per vendicarsi di un paziente in­trattabile, ne divulga le memo­rie intime». La tipologia C invita­va a commentare i prossimi 150 anni dell’unità d’Italia rifletten­do sui tre regimi che si sono suc­ceduti in questo secolo e mezzo (e senza dire neanche una paro­la su Cavour, Garibaldi, Mazzi­ni e Vittorio Emanuele II, evi­dentemente fuori tempo). La ti­pologia D voleva che si dicesse qualcosa sull’abbattimento del muro di Berlino, capitato nel 1989, cioè 20 anni fa. Nella tipo­logia B, quella che prevede la di­stribuzione di materiali per la redazione del testo, si chiedeva di preparare, a scelta del candi­dato o un saggio o un articolo.

• Che differenza c’è?
Su parecchi blog e siti ieri si di­scuteva intorno a questa diffe­renza. Divertente quello che scrive, per esempio, Margo nel sito delle domande (answers) di Yahoo: «Nell’articolo e nel saggio nn devi mai mettere ’io penso, secondo me ma deve essere tutto impersonale! e quindi tipo ’è evidente che’ così capito? per cui dipende cm l’hai fatto… nell’articolo c va SEM­PRE E PERFORZA l’attualizza­zione mentre nel saggio MAI… poi nell’articolo dovresti presen­tare la tua tesi e basta… mentre nel saggio oltre alla tua (sem­pre in tono impersonale però al­trimenti è un tema!) anche la te­si opposta… detta da qlcn al­tro… ». Francamente io non so se la differenza è davvero que­sta. Francamente io non saprei dire qual è la differenza. In ogni caso eccole le quattro opzioni: 1) Innamoramento e amore; 2) 2009, anno della creatività e dell’innovazione; 3) Origine e sviluppo della cultura giovani­le; 4) Social Network, Internet, New Media. Roba seria per un articolo. Forse troppo seria. Il 32% dei candidati, secondo le agenzie di ieri, si sarebbe dedi­cato alla proposta numero 4, cioè Internet. Al secondo posto (18,2%) Zeno, e al terzo (17,9%) l’innamoramento.

Come mai ha tanti dubbi?
Difendo la prova d’italiano, ma non ho capito che cosa vogliono accertare al ministero con que­sto tipo di esercizio. La cultura generale? Ma per quello ci sono gli orali! La padronanza della lingua e la capacità di scrivere? Non è questa la strada. Per esempio, quest’anno per la pri­ma volta sono state distribuite, tra i materiali della prova B, an­che delle immagini. Idea che trovo magnifica. Perché allora non si è semplicemente chiesto agli studenti di scrivere delle di­dascalie? C’era per esempio un quadro di Chagall: vanno a pas­seggio e lui la tiene per mano, intanto lei si alza in volo, come fosse un palloncino colorato… A 18 anni si sa bene cosa scrive­re sotto un quadretto del gene­re. Meglio, molto meglio che chiedere di riassumere in 10 ri­ghe tredici righe di Svevo… [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 26/6/2009]