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 2009  luglio 19 Domenica calendario

Il nuovo presidente della Provin­cia di Milano, Guido Podestà, scriverà una lettera ai 138 sinda­ci del suo comprensorio per invi­tarli a vietare gli alcolici ai mi­nori di 16 anni secondo le stesse regole che sono state adottate dal Comune di Milano e che en­treranno in vigore da domani

Il nuovo presidente della Provin­cia di Milano, Guido Podestà, scriverà una lettera ai 138 sinda­ci del suo comprensorio per invi­tarli a vietare gli alcolici ai mi­nori di 16 anni secondo le stesse regole che sono state adottate dal Comune di Milano e che en­treranno in vigore da domani.

• Che regole?
Non ha letto i giornali? La Mo­ratti fa affiggere domani all’al­bo pretorio un’ordinanza in cui si vieta «vendita, sommini­strazione, consumo, detenzio­ne e cessione a titolo gratuito di alcolici» ai minori di 16 anni. Il punto è che il divieto milane­se non basta: ci vuol poco ad arrivare, mettiamo, a Sesto San Giovanni e a rifornirsi di vino o di birra.

• E’ vietata anche la birra?
E’ vietato, relativamente ai sedi­cenni, tutto ciò che è alcolico. Non gli può essere venduto, non gli può essere «ceduto a ti­tolo gratuito». Le multe arriva­no a 450 euro. Se i vigili sor­prenderanno un quindicenne che compra una bottiglia di bir­ra, saranno sanzionati i genito­ri. Anche se mamma e papà si giustificassero dicendo «Era per noi», piglieranno la multa lo stesso. Idem per i commer­cianti e per gli stessi ragazzi. Proibizionismo totale, mitiga­to solo dal fatto che l’ordinan­za ha una scadenza tra quattro mesi: a quella data si valute­ranno i risultati e si deciderà se rendere divieto e sanzioni defi­nitivi. Prima di cominciare a di­scutere sappia che: la giunta ha approvato l’iniziativa della Moratti all’unanimità; il prefet­to Gian Valerio Lombardi, ri­chiesto preventivamente di un parere, si è detto d’accordo; svariate associazioni di genito­ri, tra cui quelli del Moige, si son detti entusiasti; un sondag­gio condotto da Repubblica.it, i cui lettori sono in genere poco amici della Moratti, ha dato questo risultato: 67% favorevo­li, 30% contrari: lo stesso son­daggio, realizzato dal Corriere della Sera : 78% favorevoli, 22% contrari. Le ricordo infine che inasprimenti relativi alla guida in stato di ebbrezza o sot­to l’effetto di droghe sono stati inseriti nel decreto sicurezza. Che altri inasprimenti sono al centro di una legge di iniziati­va parlamentare, già approva­ta a Montecitorio e in dirittura d’arrivo a Palazzo Madama. E che anche il disegno di legge delega relativo al nuovo codi­ce della strada non è tenero sul punto. Del resto, proprio ve­nerdì a Mazara del Vallo un tos­sico al volante ha ammazzato quattro donne colpevoli solo d’essersi sedute al fresco fuori della porta di casa.

• Abbia pazienza, i ragazzini di 16 anni mica guidano.
Ma bevono. E, a quanto risul­ta, bevono da un pezzo. La Mo­ratti ha accompagnato l’ordi­nanza con studi che nessuno ha contestato e dai quali risul­ta che un terzo dei bambini mi­lanesi di 11 anni ha già avuto problemi con l’alcol e che il 40% dei quindicenni s’è ubria­cato almeno una volta. L’asses­sore alla Salute, Gianpaolo Landi di Chiavenna: «A 15 anni l’ubriacatura di massa è la re­gola ». La Croce Rossa fa sape­re che la metà degli interventi del sabato notte è provocata da ubriacature di giovani.

• Come si fa a beccare un ragaz­zino che infrange questa rego­la?
Bisogna mettere un vigile da­vanti ad ogni bar... Intanto ci si può concentrare su quello che succede il sabato sera in certi posti – parlo soprattutto di lo­cali – che in definitiva sono piuttosto conosciuti. Penso poi che il Comune faccia affida­mento su un minimo di colla­borazione, in primo luogo dal­le stesse famiglie: un figlio di 15 anni ti torna a casa ubriaco e adesso hai lo strumento per de­nunciare l’esercente. La colla­borazione ci vuole. I gestori dei locali si mettano una mano sulla coscienza, i titolari di bar e vinerie si ricordino di essere genitori e non abbiano paura di chiedere i documenti a bam­bocci che vogliono farsi belli con un bicchiere di whisky. In definitiva siamo riusciti a to­gliere di mezzo le sigarette dai locali pubblici.

• Non sarà che il divieto di bere renderà la bevuta ancora più affascinante?
E’ il ragionamento che ha fatto al Corriere della Sera lo scritto­re Aldo Nove: «Sul piano psico­logico qualunque forma di proibizionismo finisce per ren­dere affascinante l’oggetto del divieto. Così offriremo ai ra­gazzini un motivo in più per trasgredire». Nove aggiunge che il rito di sbronzarsi «non è nemmeno del tutto sbagliato, nell’adolescenza i riti di inizia­zione sono importanti: biso­gna poter scegliere, provare e poi decidere come comportar­si la volta successiva. Il diritto individuale di sbagliare è fon­damentale, anche a 15 anni». Può però l’amministratore di una città permettersi il lusso di ragionare così? Se si tratta di uno sbaglio – come ammette anche Nove – deve dichiarar­lo e sancirlo. A quel punto, se qualcuno vuole trasgredire o lasciar trasgredire, se ne assu­ma le responsabilità. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 19/7/2009]