25 giugno 1960
Papa Giovanni e l’«immenso inganno» di padre Pio
• Il Papa annota su alcuni foglietti (pubblicati per la prima volta in Sergio Luzzatto, Padre Pio. Miracoli e politica nell’Italia del Novecento, Einaudi) le sue impressioni dopo l’incontro con Pietro Parente del Sant’Uffizio. «Stamane da mgr Parente, informazioni gravissime circa P.P. e quanto lo concerne a S. Giov. Rotondo. L’informatore aveva la faccia e il cuore distrutto». «Con la grazia del Signore io mi sento calmo e quasi indifferente come innanzi ad una dolorosa e vastissima infatuazione religiosa il cui fenomeno preoccupante si avvia ad una soluzione provvidenziale. Mi dispiace di P.P. che ha pur un’anima da salvare, e per cui prego intensamente». «L’accaduto – cioè la scoperta per mezzo di filmini, si vera sunt quae referentur [se sono vere le cose riferite], dei suoi rapporti intimi e scorretti con le femmine che costituiscono la sua guardia pretoriana sin qui infrangibile intorno alla sua persona – fa pensare ad un vastissimo disastro di anime, diabolicamente preparato, a discredito della S. Chiesa nel mondo, e qui in Italia specialmente. Nella calma del mio spirito, io umilmente persisto a ritenere che il Signore faciat cum tentatione provandum [mette alla prova con la tentazione], e dall’immenso inganno verrà un insegnamento a chiarezza e a salute di molti».