19 aprile 1920
«Psicopatico e autolesionista»: la diagnosi di Gemelli
• Il prete-scienziato Agostino Gemelli, ex socialista diventato francescano che di lì a un anno fonderà l’Università Cattolica del Sacro Cuore (7 dicembre 1921), va a trovare padre Pio a San Giovanni Rotondo e trascorre con lui una manciata di ore. «Per ammissione di Gemelli stesso, non vi fu affatto una visita medica: non esame istologico della piaghe di padre Pio, né esame neurologico del paziente. Si trattò piuttosto di “un interrogatorio psichiatrico”, cui il francescano sottopose il cappuccino “senza che egli se ne avvedesse, con innocente artificio”». [Sergio Luzzatto, Padre Pio. Miracoli e politica nell’Italia del Novecento, Einaudi] Subito dopo, Gemelli spedisce una lettera al Sant’Uffizio che è una sorta di perizia ufficiosa su padre Pio: « È un bluff… Padre Pio ha tutte le caratteristiche somatiche dell’isterico e dello psicopatico… Quindi, le ferite che ha sul corpo… Fasulle… Frutto di un’azione patologica morbosa… Un ammalato si procura le lesioni da sé… Si tratta di piaghe, con carattere distruttivo dei tessuti… tipico della patologia isterica». Gemelli, psicologo che da tempo studia i fenomeni mistici con approccio razionalista, definisce il confratello «psicopatico, autolesionista ed imbroglione». I suoi giudizi peseranno sulle scelte successive del Vaticano.