Comandini, 5 maggio 1862
Garibaldi riceve molte autorità nell’anniversario della spedizione dei Mille
A Trescorre oggi grandi affollamenti attorno a Garibaldi celebrandosi il secondo anniversario della spedizione dei Mille. Arriva da Genova alle 10 la commissione esecutiva dell’Associaz. Emancipatrice, e alle 10 ½ riunisconsi in seduta con Garibaldi fino alle 15 e 15: la lunga seduta è tutto un alterco causa le influenze a cui, per opera specialmente del suo segretario Bellazzi, Garibaldi si piega continuamente: i commissari (specialmente Campanella e Mario) sono molto aggressivi; Mario dichiara che non c’è da fidarsi nè del Re nè di Rattazzi; in fine Garibaldi cede su tutti i punti. Garibaldi acconsente persino a rinunziare eventualmente ai servigi di Bellazzi; e impegnasi a non firmare dichiarazioni per l’Associazione diramate in nome suo. Nel pomeriggio Garibaldi riceve varie deputazioni, fra le quali una numerosa dei Mille di Bergamo, ai quali dice, fra altro: «Bisogna finirla. Abbiamo bisogno di un altro cinque maggio. È una vergogna che vi siano ancora in Italia dei fratelli schiavi».