Comandini, 18 gennaio 1864
• Il Diritto pubblica manifesto di Garibaldi da Caprera così concepito: «Gli avvenimenti sovrastano
• Il Diritto pubblica manifesto di Garibaldi da Caprera così concepito: «Gli avvenimenti sovrastano. Se il 1863 è finito lasciando dietro a se le tracce vergognose dell’egoismo e delle discordie, il nuovo anno s’inaugura con altre promesse. «Nell’agitazione dei popoli oppressi — nelle paure del dispotismo che finge inchinarsi al diritto — nelle lotte titaniche della Polonia, non doma e non stanca — nello scompiglio stesso della diplomazia, dappertutto insomma sorgono presagi di prossimi avvenimenti. «Io sono convinto che essi decideranno della salute d’Italia, e saranno l’occasione da tanto tempo desiderata al compimento dei suoi voti, se l’elemento liberale non si contenterà d’invocare il domani nella inerte aspettativa del meglio, ma sarà preparato e concorde. «La democrazia italiana, che nelle sue gradazioni comprende tutto quanto il patriottismo militante per la contrastata unità, deve persuadersi che non basta essere numerosa, giovane, fidente, ma che importa ed essa sovratutto essere ordinata e disciplinata. «Io non ho creduto meglio provvedere a questi bisogni che scegliendo un nucleo eletto d’amici dell’Italia e miei, coi quali ho costituito un Comitato Centrale unitario. Il nome ne definisce lo scopo. Raccogliere mezzi pecuniarii, principalmente colla colletta da me iniziata; preparare gli animi alla concordia del sagrifizio e del dovere, tutto ciò alla santa meta del riscatto nazionale, e del fraterno aiuto alle province schiave, ne! giorno invocato delle battaglie; questo, e non altro è il suo mandato». Polemizza aspramente contro la reazione, e contro la politica governativa; ed invita tutti i volenterosi ad unirsi attorno al Comitato in nome del quale e suo firmerà gli atti il benemerito cittadino Benedetto Cairoli. «Gli è, ancora una volta, il fascio romano che io chiedo agl’Italiani; possa il loro cuore intendere la santità delle mie intenzioni. - G. Garibaldi»