Comandini, 8 aprile 1862
Giustiziato l’assassino Boggia a Milano
Alle 6 ½ del mattino, in un campo fuori di porta Vigentina, presente gran folla di popolo, è giustiziato l’assassino Boggia • «Quando sono passati novantotto anni dalla pubblicazione di Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria, l’ultimo assassino a finire sulla forca si chiama Antonio Boggia. Portinaio in uno stabile di via Nerino, abita però in via Bagnera, dove attira le vittime per depredarle. Ne ammazza tre e sta per aggiungerne una quarta quando è arrestato dalla polizia austriaca. Boggia, dicono i vicini e i conoscenti, è proprio una brava persona, tranquilla e devota. Accaniti verso i liberali ma miti con chi si inginocchia ogni giorno in chiesa, i poliziotti imperial-regi lo rilasciano. Il malfattore può dunque liquidare una ricca vedova, che seppellisce in casa propria, accanto alle altre salme. Di nuovo arrestato, processato e riconosciuto colpevole, è impiccato fuori dalla porta Ludovica l’8 aprile 1862. La pena di morte è abolita nel 1889 dal codice penale di Giuseppe Zanardelli» (Marta Boneschi Milano, l’avventura di una città Ledizioni 2014)