Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2004  gennaio 19 Lunedì calendario

La questione parmalat secondo Il Sole 24 Ore

• Le informazioni che seguono sono tratte da articoli vari usciti la settimana scorsa sul Sole 24 Ore, il quotidiano della Confindustria, cioè degli imprenditori. Queste informazioni rappresentano l’ipotesi (l’ipotesi) che stanno formulando adesso gli inquirenti su tutto l’affare.
1. Alla fine degli anni Novanta (1997-1998) Parmalat aveva talmente tanti debiti con le banche da potersi considerare fallita;
2. Tanzi andò a chiedere soldi alle banche e le banche gli risposero: “Non ti facciamo più prestiti normali. Ti permettiamo però di raccogliere denaro emettendo, attraverso di noi, delle obbligazioni (bond). Se i conti della tua azienda, in futuro, non saranno come devono essere, tu sarai costretto a ricomprarti queste obbligazioni e rientrare”;
3. Condizioni di questi collocamenti di obbligazioni: percentuali (commissioni) da pagare alle banche altissime; storno del denaro su conti privati degli stessi funzionari di banca, su quelli dei familiari e degli amici di Tanzi, su quelli di mediatori (broker) vari; obbligo da parte di Parmalat di acquisire ovunque aziende decotte e di rifonderne subito il debito alle banche. Questa ultima attività sarebbe stata esercitata soprattutto in Sudamerica;
4. Per non doversi ricomprare i bond, Tanzi, da quel momento in poi, falsifica tutto;
5. A quanto ammonta il denaro nero messo insieme in questo modo da funzionari, amici e familiari di Tanzi, mediatori? Uno dei funzionari-mediatori, di cui i giornali paventano il suicidio, ha messo a disposizione i suoi 30 milioni di dollari, tutti frutto di queste pratiche. E il denaro di tutti gli altri? Di che somme stiamo parlando?
6. Si tratta in ogni caso di somme rilevantissime. E occulte. Come sono state impiegate, dato che tesori simili vanno necessariamente investiti e, per dir così, dispersi? "Il Sole 24 Ore" ha dedicato un paio di importanti articoli al problema del “riciclaggio”, parola che in questo caso non deve intendersi nel suo senso stretto (“far diventare pulito denaro sporco”), ma nel significato più ampio di “investimento in attività criminali”.
7. Le attività criminali che a livello planetario attirano capitali di questo tipo, e remunerano altamente gli investitori, sono quattro: il traffico di droga, il trasporto clandestino di uomini e donne dal Terzo al Primo Mondo, il commercio di organi, il commercio di armi (questo non lo dice Il Sole, lo diciamo noi).
8. Le banche in questione sono al 70 per cento straniere (istituti potentissimi) e al 30 per cento italiane (idem). [Giorgio Dell’Arti]