vanity, 2 febbraio 2004
Berlusconi alle europee
Solo contro tutti? Berlusconi si candiderà alle europee. Poiché, una volta eletto, si dimetterà, corre solo per far vedere che ha il consenso del Paese. Questo consenso si colloca – lo ha detto lui – intorno al 25-26 per cento: lo stesso risultato delle ultime europee, 4-5 punti in meno rispetto alle politiche. I suoi veri avversari non sono tanto quelli del centro-sinistra, quanto i suoi stessi alleati, e in particolare An e l’Udc. A loro Berlusconi vuole dimostrare che, senza di lui, non si va da nessuna parte. Di qui le due frasi pronunciate durante la settimana e che hanno sollevato un pandemonio: “gli evascori fiscali italiani non hanno tutti i torti” e “i politici di professione non possono permettersi le barche e le case che esibiscono, dunque non c’è che una spiegazione: rubano”. Queste due frasi (specialmente la seconda) mostrano che il presidente del Consiglio vuole identificarsi con la parte profonda del paese e che vuole distinguersi dai politici propriamente detti. Il Paese ha senza dubbio sulle scatole i politici propriamente detti e ricordiamo a questo proposito le intemerate berlusconiane di qualche settimana fa contro il "teatrino della politica". Ricordiamo anche che Berlusconi, quando andò a testimoniare al processo di Milano, fece capire in aula che, volendo, ne avrebbe potute raccontare delle belle su tutti quelli che gli fanno la morale. La Bindi lo ha querelato, ma intanto il premier mostra di voler recuperare soprattutto gli incerti di destra: quindi, più la sinistra si arrabbia e meglio è. Del resto Fini, qualche mese fa, proponendo il voto agli immigrati e suscitando applausi a sinistra, aveva mostrato di volersi muovere nella direzione opposta. Teniamo conto che siamo in campagna elettorale. [Giorgio Dell’Arti]