9 agosto 1900
Tags : Assassinio di Umberto I
Paura (e un morto) al corteo funebre di Umberto
• «Nonostante la domenica e il caldo torrido, due fìtte ali di folla si assiepavano lungo il percorso. Ma quale fosse il suo stato d’animo, lo dimostrò l’ondata di panico di cui fu improvvisamente preda». Davanti al palazzo della Banca d’Italia, d’un tratto, s’alza un frastuono, si nota uno scompiglio, «al grido di : "Gli anarchici!"» un fuggi fuggi verso le vie laterali dei Serpenti e della Consulta: è un tumulto. Il re si ferma, e il principe Nicola, «un omaccione in brache e ciocie come un pastore», temendo un attentato, abbraccia il re e lo copre, i principi e i corazzieri sguainano le sciabole mentre i soldati innestano le baionette sui fucili. «Gli anarchici non c’entravano. Era stato solo un mulo degli alpini che, imbizzito, aveva strappato la cavezza di mano al conducente. Ma tale era il terrore delle "belve umane" seminato dai giornali, che ci scapparono un morto e una quarantina di feriti» [Montanelli 1959; Ill.It. 19/8/1900]