Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1900  luglio 29 calendario

Monza, l’attentatore rischia il linciaggio

• L’attentatore è subito circondato, «stretto dalla folla, che lo tempestò di bastonate, mentre si levavano le grida “a morte! a morte!”». Un giovane lo piglia per le orecchie, «un pompiere gli diede un pugno in faccia (...). Nacque un gran scompiglio; molte signore svennero». «Fu sottratto a stento al furore del popolo, colluttò fieramente con i carabinieri e lacerò ad uno di essi la giubba». Alla fine vengono arrestate cinque persone, perché si pensa al complotto. [Cds 30/7/1900, Ora 30/7/1900]
• Secondo la versione ufficiale l’assassino spara al re dopo essersi posto sul predellino della carrozza di Corte. Alcuni però assicurano che per colpire sia salito su una sedia vicino alle tribune dove si era svolta la premiazione.
• Le fonti non concordano sul numero di colpi sparati contro il re. Molti sostengono che siano tre, per altri sono quattro ma l’ultimo viene deviato dall’intervento del maresciallo Braggi. «Mentre l’assassino stava per sparare il quarto colpo contro il Re, il maresciallo dei carabinieri Giuseppe Braggi con un forte pugno al braccio dello scellerato fece deviare il proiettile. Il maresciallo fu pronto ad abbrancarlo forte con un pompiere di Monza. (...) Vincendo le violenze della moltitudine, l’assassino fu trascinato alla fine nelle guardina della caserma dei carabinieri, mentre la folla urlava ancora: “A morte!”». [Ill.It. 5/8/1900]