Comandini, 1 marzo 1862
Vittorio Emanuele II accetta le dimissioni di Ricasoli. Incaricato Rattazzi
Il Re scrive al presidente dei ministri Ricasoli, precisandogli le ragioni per le quali esso Re «ed una parte rispettabile dei rappresentanti della Nazione» sentono scemata la fiducia nel ministero; ma esso Re «stando sempre prima di tutto alla purità del Regime Costituzionale» desidera che il ministero susciti un nuovo voto della Camera, per vederci più chiaramente. Ricasoli risponde al Re insistendo nelle dimissioni. Il Re rispondegli accettandole. Il Re manda a chiamare il presidente della Camera, Rattazzi, il quale, dopo conferito col Sovrano, accetta l’incarico di formare il nuovo ministero. Il ministero Ricasoli si è dimesso per dissensi interni, per pressioni esercitate dal ministro di Francia sulla politica interna, e per influenze di corte favorevoli a Rattazzi.