Comandini, 28 febbraio 1862
Ricasoli rassegna le dimissioni a Vittorio Emanuele II
Il presidente dei ministri, Ricasoli, scrive al Re per prevenirlo che domani sarà pronto ai suoi cenni per le 18 o per le 21. Intrattienlo delle difficoltà politiche attuali; dicegli che il solo vero e disinteressato amico di esso Re è Bettino Ricasoli; che esso Re è avvolto da «una nebbia sinistra e dolorosa». Il Re solo può dissiparla «d’un soffio della sua anima onesta ed italiana». Quanto ad esso Ricasoli aspetta «che Vittorio Emanuele ed il Re degnino di rendergli libertà, pace e riposo». Scrivegli poi seconda lettera per dirgli che interpreta quella di lui di ieri come disapprovazione della condotta del ministero e sfiducia; questo senso avevasi già dai ministri che la sera di martedì, 25, trovaronsi d’accordo nel deliberare le dimissioni, che ora rassegna al Re.