Comandini, 27 febbraio 1862
Il ministro Ricasoli chiede notizie al Re circa la sua salute
Essendo il re Vittorio Emanuele da due giorni indisposto, il presidente dei ministri Ricasoli scrivegli chiedendogli, anche a nome dei ministri, della sua salute, e per dirgli che prima ancora di domenica vorrebbe parlargli di vari oggetti. Il Re rispondegli che non sta ancora troppo bene, anche di morale; che per consiglio del medico va in campagna, ma sarà di ritorno sabato sera, 1 marzo; ed aggiunge: «Caro Barone, mi pare che le difficoltà vanno crescendo e che tutto non è piano. Vorrei avere il fegato come lo possiede lei, caro Barone, ma Dio non mi diede quella prerogativa, di modo che le passioni umane non mi divertono. Le auguro di essere illuminato più di me, e con ciò Vittorio Emanuele stringe la mano a Bettino Ricasoli da buono e vero amico. Il suo affezionatissimo Vittorio Emanuele».