Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1862  febbraio 17 calendario

Il presidente del senato francese legge lettera a Napoleone III

Al Senato francese il presidente Troplong legge il testo dell’indirizzo all’imperatore. Vi si nota questo brano: «Più vicino a noi, su quella terra d’Italia liberata dalle nostre armi dal giogo degli stranieri, continua a regnare un doloroso conflitto che divide gli animi e turba le coscienze. «I documenti diplomatici comunicati a questo proposito ai grandi corpi dello Stato ci hanno provato quanto fu legittima e opportuna la fiducia che il Senato pose in Vostra Maestà.  «Il vostro governo, tenendo conto delle esigenze internazionali non ha perduti di vista gli interessi del cattolicesimo, e Vostra Maestà ha praticato con altrettanta lealtà quanta prudenza la politica altamente proclamata da lei e che, nell’indirizzo del 1861, ricevette dal Senato una così intiera adesione. «Voi persisterete, sire, nella vostra opera di protezione e di conciliazione, come noi persevereremo nella nostra fiducia e nelle nostre convinzioni. «Senza dubbio voi provate il rincrescimento che noi risentiamo vivamente, di incontrare ancora, ora la foga e le pretensioni smodate, ora la resistenza e l’immobilità. «Ma i vostri consigli son quelli della saggezza e non bisogna stancarsi di dire in suo nome, qui, che le più grandi opere non ponno far senza della calma e della moderazione per fondarsi; senza che le cause più giuste si smarriscono per i rifiuti estremi, incompatibili con la buona condotta delle cose umane».