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 1908  aprile 05 Domenica calendario

Milano-Sanremo, Ganna sfiora l’impresa

• Restati in patria i francesi Lucien Petit-Breton e Gustave Garrigou, primo e secondo nell’edizione 1907, squalificato il “Diavolo Rosso” Giovanni Gerbi (sei mesi per le scorrettezze al Giro di Lombardia), in Australia Giovanni Cuniolo (lucrosa tournée su pista), il belga Cyrille Van Hauwaert vince la seconda edizione della Milano-Sanremo: già conquistatore della Bordeaux-Parigi, per rifinire la preparazione ha fatto in bici il viaggio dalla capitale francese. Partenza alle 5.45 sotto violente raffiche di pioggia gelida che accompagnano i 48 corridori al via per tutta la corsa, Louis Trousselier, grande speranza dei francesi, prima cade per colpa di un cane, poi precipita in un fossato, ciononostante fa parte del gruppetto di dodici che attacca in testa il Turchino. Luigi Ganna, grande speranza italiana, è vittima della rottura della catena ma prosegue sulla bicicletta di Eberardo Pavesi, che esausto si ritira dalla corsa. Alle 11.32 Van Hauwaert passa per primo in vetta, tallonato dal transalpino Henri Lignon, a cento metri c’è Carlo Galetti, a trecento André Pottier e Giovanni Rossignoli, poi Augustin Ringeval e Ganna. In vista dell’insidiosa discesa, alcuni contadini allertati dai direttori sportivi agganciano alle bici dei battistrada fascine di rami secchi e sterpi (in modo che durante la picchiata i ciclisti possano continuare a pedalare mantenendo caldi i muscoli). A Voltri il distacco di Galetti ammonta a 1’01”, a Savona sale a 5’, quindi, stravolto dalla fatica, si ritira. Lungo la Riviera il vento gelido costringe alla resa anche Lignon, mentre Van Hauwaert, abituato al clima delle Fiandre, si invola da solo verso il traguardo, che taglia per primo coprendo i 289,4 chilometri in 11h33’00” (media 25,056 km/h). La piazza d’onore va a Ganna, staccato di appena 3’30” al termine di una clamorosa rimonta che ha galvanizzato i tifosi sparsi sul tracciato (attardato da forature e passaggi a livello chiusi, a Savona aveva un ritardo di 17’, a Oneglia, 26 km all’arrivo, erano ancora 10). [Delfino-De Marco-Pietrucci 2009]