vanity, 9 ottobre 2006
Uccisa Anna Politkovsakya
• Un giovanotto con un giubbotto nero e un cappello da baseball pure nero ha aspettato in ascensore che Anna entrasse con le sue borse della spesa e quando le porte si sono richiuse le ha sparato tre colpi in petto e uno in testa, facendo riaprire le porte dell’ascensore e andandosene indisturbato. Anna era una giornalista russa famosa in tutto il mondo, di cognome Politkovsakya, 48 anni, due figli. Scriveva articoli di fuoco sul comportamento dei russi in Cecenia e sulle loro malefatte contro la popolazione civile. Ne aveva preparato uno sulle torture che l’attuale premier ceceno Ramzan Kadyrov – un protetto di Putin – infligge agli oppositori. Al suo giornale non è mai arrivato. Il Cremlino finora tace. L’inchiesta è nelle mani del capo supremo della Giustizia russa, il procuratore generale Yuri Chaika, notizia niente affatto tranquillizzante, dato che in nessun paese al mondo si diventa procuratori generali senza avere un buon rapporto con i politici. [Giorgio Dell’Arti]