vanity, 16 ottobre 2006
Il Papa in Turchia
• Il papa sta per andare in Turchia, la Turchia potrebbe entrare nell’Unione europea tra qualche anno, i nemici di questo ingresso non si contano, d’altra parte si tratta di un paese musulmano dove pochi mesi fa è stato assassinato un sacerdote (don Andrea Santoro), in Turchia non mancano i fondamentalisti e non sono mancati – in anni lontani (gli armeni) e in anni recenti (i curdi) – i massacri. Il Nobel per la Letteratura allo scrittore turco Orhan Pamuk, un uomo che si batte per la modernizzazione-liberalizzazione del paese e che scrive dell’establishment turco cose che l’establishment turco non vuole sentire, è dunque pieno di significato. Altrettanto significativa è la legge francese, votata dal Parlamento, che prevede la galera per chi negherà il genocidio armeno compiuto dai turchi. Nonostante la sua apparenza democratica (gli armeni sono una minoranza, il massacro è vero), si tratta di un provvedimento che limita la libertà d’espressione e deve essere guardato con preoccupazione. I francesi hanno pensato di farsi belli con questa legge solo per complicare l’accesso turco alla Ue. Gli italiani (favorevoli all’ingresso turco) li hanno criticati. Salvo non accorgersi che il nostro Garante della privacy, aiutato anche da zelanti magistrati, ha a sua volta attaccato la libertà d’espressione impedendo a quelli delle Iene di far vedere un servizio in cui si dimostrava inoppugnabilmente che almeno il 30 per cento dei parlamentari italiani sniffa. Del resto, poche settimane fa, sempre in Italia, è stato sancito che ai giornalisti è proibito criticare le sentenze. [Giorgio Dell’Arti]