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 2006  novembre 06 Lunedì calendario

La vicenda di Torsello

• La vicenda Torsello, il giornalista-fotografo sequestrato in Afghanistan un mese fa e rilasciato alla fine della settimana scorsa, è parecchio dubbia. Torsello ha raccontato di esser stato tenuto prigioniero in una stanza buia, però durante il rapimento ha telefonato per sei volte – e dal suo cellulare – a quelli di Emergency che hanno fatto da mediatori. Lo stesso Torsello, appena sequestrato, ha scelto Emergency (cioè l’organizzazione di Gino Strada) come suo referente fisso e i rapitori a quanto pare hanno accettato di buon grado le decisioni del loro ostraggio e hanno lasciato che la facesse da protagonista. Non è un po’ troppo, anche se abbiamo a che fare con un buon musulmano elogiato dai talebani? Lo stato italiano – anche se tutti smentiscono – ha pagato come minimo cinquecentomila euro, ma noi siamo pronti a scommettere che la cifra è assai più alta. Torsello dice anche che i suoi primi rapitori a un certo punto lo hanno venduto a una seconda banda. tutto possibile, naturalmente. Però siamo fortemente colpiti dal fatto che in Iraq non ci sono stati più italiani sequestrati dopo il rapimento Sgrena e l’amara lezione impartita dagli americani al povero Calipari. L’Afghanistan è evidentemente zona franca. Il centrodestra pagava senza esitare col pieno accordo del centrosinistra. Il centrosinistra paga senza esitare col pieno accordo del centrodestra. Non sarebbe il caso di mettere in piedi una qualche inchiesta per capire di che stiamo parlando? Che giro fa veramente questo fiume di denaro? Deve essere per forza scontato che non lo sapremo mai? [Giorgio Dell’Arti]