vanity, 13 novembre 2006
Prodi e il paese impazzito
• Prodi ha detto venerdì scorso che il Paese è impazzito, perché non è capace di pensare al domani, ma solo all’oggi e si oppone “ferocemente” a tagli resi indispensabili dalla situazione generale e di cui si capirà l’importanza fra tre o quattro anni. Ha poi aggiunto: “E’ ora che i politici governino anche scontentando, per il bene di tutti”. Parole assolutamente condivisibili se non fosse che la Finanziaria viene stravolta ogni giorno dalla sua stessa maggioranza a una media di almeno quindici emendamenti quotdiani. Una manovra fatta per scontentare andava forse bloccata su alcuni punti cardine e imposta al Parlamento con la fiducia senza troppe concessioni. Invece – come ha detto il diessino Salvi (però in odore di scissione) - “non si capisce più niente”. Inoltre sembra difficile che il governo riesca a passare la prova del Senato: il senatore argentino Pallaro vuole 14 milioni netti per gli italiani all’estero e ha detto che voterà contro se non li avrà. Il senatore Rossi (ex Pdci) ha già annunciato il suo no. Rita Levi Montalcini voterà “no” se non verranno eliminati i tagli alla Ricerca. Il senatore De Gregorio (ex dipietrista) voterà “no” se saranno non ci saranno fondi sufficienti per la Difesa. Non a caso il notista politico del Corriere della Sera ha annunciato che il dibattito al Senato “sarà un inferno”. [Giorgio Dell’Arti]