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 2006  novembre 21 Martedì calendario

Ucciso Pierre Gemayel

• A Beirut tre uomini scesi da un gippone hanno sparato al ministro dell’Industria, Pierre Gemayel, 34 anni, due bambini piccoli, che stava uscendo dalla chiesa di Santa Rita. Crivellato e morto. Ci si ricorderà che Beirut è la capitale del Libano e che nel sud del Libano opera una formazione molto feroce, detta “hezbollah”, che spara di continuo su Israele razzi che le vengono forniti dalla Siria e dall’Iran. Per fermarli gli israeliani invasero pochi mesi fa il Libano, portando quell’area sull’orlo della guerra e costringendo l’Onu ad approvare l’invio di un contingente incaricato – sia pure con istruzioni vaghe – a mantenere la pace. Di questo contingente fanno parte tremila soldati italiani. L’assassinio di Gemayel (il quinto omicidio politico degli ultimi anni) è generalmente attribuito alla Siria e potrebbe dar luogo, anche qui, a una guerra civile. In Libano c’è già stata una guerra civile durata vent’anni. L’oggetto di questa possibile, prossima, nuova guerra civile, sarebbe proprio hezbollah, che aspira a una posizione ancor più forte rispetto all’attuale, con lo scopo – più volte dichiarato – di distruggere Israele. I soldati italiani che si trovano laggiù sono stati mandati dall’attuale governo Prodi. L’eventualità che, in un contesto tanto esplosivo, accada qualcosa ai soldati italiani viene naturalmente vissuta con grande preoccupazione dal nostro governo e dalla sua maggioranza. In Italia, infatti, ci si trova in questa situazione molto tipica: i soldati italiani che si trovano in Afghanistan e soprattutto in Iraq, essendo stati spediti laggiù dal governo di centro-destra, fanno parte di una missione disapprovata o in ogni caso “estranea”, i cui morti non meritano neanche di essere commemorati ufficialmente (linea – finora vincente – di Bertinotti). I soldati spediti in Libano invece si trovano a svolgere una missione giusta e, a detta della maggioranza di governo, essenziale per la pace. Che accadrebbe se questa missione si dimostrasse invece inutile e incapace di evitare la guerra civile? Che succederebbe se ai soldati, mandati laggiù inutilmente, capitasse anche qualcosa? [Giorgio Dell’Arti]