vanity, 4 dicembre 2006
La crisi delle vocazioni
• La crisi delle vocazioni è così seria che padre Claudio Hummes ha detto: “Il celibato dei preti non è un dogma, la Chiesa non è un’istituzione immobile”. Questa dichiarazione è di estrema importanza perché padre Hummes, brasiliano, cardinale e papabile dopo Wojtyla, è appena stato nominato “ministro del clero”, cioè capo di tutti i sacerdoti cattolici. E’ inoltre significativo che dichiarazioni simili vengano rilasciate mentre a capo della chiesa c’è un pontefice ritenuto molto conservatore. Il fatto è che il numero di preti è diminuito in questo dopoguerra in modo impressionante e soprattutto in Europa e negli Stati Uniti, le regioni del mondo, cioè, più intensamente attaccate dal fondamentalismo islamico. Un solo dato: i sacerdoti in America nel 1960 erano 54.682 per una popolazione di 42 milioni di cattolici. Nel 2000, essendo i cattolici diventati 62 milioni (per via dell’immigrazione dai paesi latino-americani e dell’aumento generale della popolazione), i preti in campo erano scesi a 46.603. L’ostacolo principale a farsi prete, come dicono decine di sondaggi, è proprio il celibato (anche se don Baget Bozzo sostiene che i protestanti, che non hanno il celibato, sono in crisi lo stesso). [Giorgio Dell’Arti]