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 2006  dicembre 07 Giovedì calendario

Cgil, Cisl e Uil a Mirafiori

• I tre capi sindacali – Epifani, Angeletti e Bonanni, cioè Cgil, Cisl e Uil – sono andati a parlare allo reparto Carrozzerie di Mirafiori (Torino). Duemila operai, non particolarmente incazzati, all’inizio. Erano presenti giornalisti e telecamere anche perché i tre capi sindacali non entravano in fabbrica da 26 anni (la maggioranza assoluta degli iscritti a Cgil-Cisl-Uil è fatta di gente che sta in pensione, in tutta la sua storia poi gli operai di Mirafiori non hanno mai superato la quota del 20 per cento di iscritti). Epifani a un certo punto dice: Sulla storia delle liquidazioni, che dal 1° gennaio le aziende dovranno versare all’Inps, è sbagliato parlare di scippo. Lo interrompe una voce: Se mancano i soldi, chi paga?. Epifani: L’Inps. Operaio: E se i soldi non li ha?. Epifani: Sull’Inps c’è la garanzia dello Stato. A un tratto, fischi da tutta la sala. Epifani, imbarazzato: Non scherziamo. Operai dalla sala: Toccate i soldi vostri non quelli degli altri. Vogliamo il referendum!. Grida, controdissenso di quelli che sono d’accordo col sindacato. Prende la parola l’operaio Vincenzo Tripodi: Guglielmo, di’ la verità. Questa non può essere e non è la finanziaria dei lavoratori. Non capisco più la Cgil. Se ci fanno venire qui sei giorni la settimana ci tolgono della vita. L’orario di lavoro non deve essere merce di scambio coi padroni. Ogni volta dalla sala si sentono dei: Bravo!, accompagnati da applausi e ovazioni. Per i dirigenti del sindacato continuano invece i fischi. [Giorgio Dell’Arti]