vanity, 15 gennaio 2007
Soldi per il sud
• Il governo e la maggioranza, riuniti a Caserta, hanno stabilito di stanziare 122 miliardi di euro per il Sud (opere pubbliche e infrastrutture) e di non procedere per ora a nessuna riforma di tipo sociale (per esempio le pensioni) senza averla concordata con i sindacati. L’ultimo giorno Prodi aveva preparato un documento di sette cartelle, da dare ai giornalisti, ma gli alleati gli sono saltati addosso sostenendo che era troppo dettagliato. Il premier s’è rassegnato a consegnare alla stampa un comunicato di una pagina e mezza, assai generico. Accantonate anche le liberalizzazioni, per le quali Rutelli ha preteso una “cabina di regia”: cioè Bersani non potrà più varare provvedimenti improvvisi, come fece l’estate scorsa con tassinari, avvocati e farmacisti: dovrà prima discuterli e concordarli con gli alleati. Lo sconfitto del vertice è certamente Fassino: reclamava una ”fase due” di riforme, o almeno di avvio di riforme, e Prodi non gliel’ha concessa. Molto deluso anche Padoa-Schioppa dalla decisione di non far nulla per alzare l’età pensionabile. Il summit è stato disturbato da Marco Pannella, che ha tenuto acceso il telefonino mentre Prodi parlava, permettendo a Radio radicale di trasmettere per più di un’ora il discorso del premier. Tutti hanno potuto sentire perciò il primo ministro illustrare l’“etica di coalizione” e accusare gli alleati di dare un’immagine di sé troppo rissosa (“Viene da qui il sovrappiù di impopolarità di cui stiamo soffrendo”). Quando lo scherzo è stato scoperto, nessuno ha buttato fuori Pannella dalla stanza. C’è stato solo un piccolo litigio con Di Pietro, che gli urlava “Reo confesso! Reo confesso!” (e Pannella: “Smettila di fare il poliziotto”). Il capo radicale ha partecipato al vertice come segretario del partito, con tanto di delega rilasciatagli dal segretario eletto Rita Bernardini, testa di legno più che mai. [Giorgio Dell’Arti]