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 2007  gennaio 25 Giovedì calendario

Le liberalizzazioni di Prodi

• Le decisioni del governo Prodi sulle cosiddette liberalizzazioni ci obbligano, questa settimana, a una puntata monografica. Si tratta di norme che si possono dividere in tre gruppi: quelle immediatamente in vigore, contenute in un decreto legge; quelle immediatamente in vigore, cioè contenute anch’esse nel decreto legge, ma che hanno bisogno di successive disposizioni applicative; quelle che saranno inserite in uno o più disegni di legge e che dovranno quindi seguire il solito iter parlamentare prima di entrare in vigore. Ricordiamo che anche il decreto, pur valido da subito, deve tuttavia essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni, pena la decadenza.
Illustriamo nel dettaglio, dati i limiti di spazio, solo le norme immediatamente valide, quelle cioè appartenenti ai primi due gruppi.

• Aerei – Vietato far pubblicità ai voli low cost mostrando con grande evidenza solo il prezzo netto e scrivendo in caratteri minuscoli (o non scrivendo affatto) i costi aggiuntivi, spesso raggruppati sotto la semplice voce tasse. D’ora in poi le pubblicità dovranno mostrare il prezzo finale vero che si pretende dal viaggiatore.

• Alimenti – La data di scadenza va messa in modo visibile e in uno spazio facilmente individuabile. Deve essere stampata in caratteri indelebili. Sei mesi di tempo per modificare le confezioni.

• Assicurazioni – Fine dell’agente monomandatario (cioè che rappresenta una sola compagnia) anche nel ramo danni, vale a dire furto, incendio, infortuni ecc. Le compagnie non potranno più obbligare i clienti a stipulare – nel ramo danni – polizze di almeno dieci anni (questa imposizione veniva dal Codice civile). Nel ramo auto, le compagnie non potranno più peggiorare a loro piacimento la classificazione dell’automobilista: la classe di merito deve restare sempre quella dell’ultimo attestato di rischio, persino se conseguito su un’automobile non di proprietà (per esempio, un’auto aziendale). Per variare la classe di merito in conseguenza di un incidente, la compagnia dovrà aspettare che sia accertata effettivamente la responsabilità dell’automobilista. In casi dubbi, si procede pro-quota (a ciascuno il suo) tra tutti gli automobilisti coinvolti. L’assicurato deve essere informato per tempo dalla compagnia che intenda peggiorargli la classe di merito (e quindi farlo pagare di più).

• Mutui – Niente più notaio per estinguere un mutuo: sarà la banca a comunicare entro 30 giorni alla Conservatoria che si son finite di pagare le rate. Gli istituti hanno 60 giorni di tempo per adeguarsi. Inoltre, se si apre un conto presso un altro banca, ci si potrà portar dietro il mutuo, senza perdere nessuno degli eventuali vantaggi fiscali previsti al momento della stipula (prima casa).

• Scuola – Gli istituti tecnici vengono di nuovo pareggiati ai licei. E’ una decisione di cui non si percepirà, nel concreto, l’effetto: questa parte della riforma Morati (declassamento dei tecnici) non era infatti ancora stata attuata. Le Province possono costituire Poli tecnico-professionali che – mettendo insieme istituti tecnici e professionali, percorsi triennali e istituti tecnici superiori (post diploma, da istituire) – diffondano sul territorio la cultura tecnica e professionale. Le imprese cercano ogni anno mezzo milione di giovani con diplomi tecnici e 80 mila super-periti. Chi farà donazioni alle scuole, godrà di agevolazioni fiscali (in vigore dalla dichiarazione del 2008).

• Tav – Cioè l’alta velocità ferroviaria (tipo Val di Susa). Revocate le concessioni alle imprese che non hanno ancora aperto i cantieri. Le spese di progettazione, se effettivamente sostenute, saranno rimborsate. Qui è da registrare il furore dell’Associazione di categoria, che dice: i cantieri non sono stati aperti per colpa delle lentezze della pubblica amministrazione. Le gare per gli appalti Tav saranno europee.

• Ecco invece le norme contenute nel decreto, e quindi immediatamente valide, ma che avranno bisogno di disposizioni applicative e che quindi saranno effettivamente in vigore entro pochi mesi.

• Autoscuole – Per cominciare l’attività sarà sufficiente mandare una comunicazione alla Provincia. Qualche vincolo di natura morale-professionale rimane, come pure l’obbligo di vigilanza da parte delle Province. Queste hanno tre mesi di tempo per adeguarsi.

• Autostrade – Tabelloni luminosi segnaleranno gli ingorghi prima che si entri in autostrada, cioè prima del pagamento del pedaggio. Idem (tabelloni luminosi, ecc.) sui prezzi del carburante: prima di entrare sapremo dove si trova la benizina meno cara. Informazioni anche per radio e via sms. In vigore dopo che lo Stato avrà firmato tutta una serie di convenzioni (chi deve realizzare i tabelloni, ecc.).

• Benzinai – Abolito il criterio della distanza minima: se uno vuol mettere un distributore attaccato a un altro distributore può. Non si potrà impedire, con vincoli amministrativi, agli imprenditori di vendere prodotti e servizi ritenuti complementari in aggiunta a quelli oggetto della sua attività. Questo passaggio del decreto rende possibile la vendita della benzina anche ai super-mercati. Le pompe sciopereranno per questo due settimane, anche se la stessa norma consente anche a loro di allargare l’attività.

• Cellulari – Niente scadenza per le carte pre-pagate, abolizione dei costi fissi e dei contributi. Con questa norma le compagnie perderebbero due miliardi di euro. Le Associazioni dei consumatori sono certe che i gestori si rifaranno subito aumentando le tariffe. Il decreto impone anche di render note tutte le voci che compongono le tariffe in modo che il consumatore possa far confronti.

• Gas naturale – Piccole e medie imprese potranno comprare il gas on line, senza andare all’estero. Complesso di norme per agevolare il mercato sulla rete (sfruttando il sito della Snam).

• Imprese – Semplificazione notevole, ma non fino al punto di poter aprire un’impresa in un giorno, come dicono Bersani e Capezzone. Una comunicazione al registro delle imprese sostituisce tutti gli adempimenti previsti finora. Tuttavia Il Sole 24 Ore ha fatto la prova: prima del decreto ci volevano 14 passaggi, adesso ce ne vogliono ancora 10.

• Imprese di pulizia e facchinaggio – Come per le autoscuole. Restano i vincoli di onorabilità e capacità economico-finanziaria. Obbligo di attenersi alle norme relative allo smaltimento di rifiuti e sostanze tossiche.

• Mutui – Le banche non possono più imporre una penale a chi estingue un mutuo.

• Parrucchieri – Come per le autoscuole. Niente distanze minime o parametri numerici prestabiliti. Resta l’obbligo della qualificazione professionale e di avere il negozio in ordine, secondo le norme sanitarie.

• Telefoni, Tv ecc. – Gli operatori non possono pretendere una penale per la rescissione del contratto né pretendere una durata minima.

• Turismo – Per fare la guida turistica bastano i requisiti professionali, non serve più la residenza sul posto ed è vietata qualunque norma che preveda l’autorizzazione preventiva. Particolari disposizioni (agevolative) per i laureati in Lettere con indirizzo Storia dell’arte. Gli enti locali hanno tre mesi di tempo per adeguarsi.

• Il governo intende regolare con disegni di legge – tra l’altro – la soppressione del Pra (Pubblico registro automobilistico) con azzeramento dei costi di immatricolazione e passaggio di proprietà, la personalizzazione delle targhe automobilistiche (all’americana), la progressiva diminuzione del denaro contante a favore delle carte di credito, il rilascio di licenze fortemente innovative per il trasporto pubblico locale, ecc. Per il momento, mega-progetti di forte valenza politica come lo scorporo della rete (Snam) dall’Eni sono stati accantonati per via dei contrasti interni alla maggioranza. [Giorgio Dell’Arti]