vanity, 6 febbraio 2007
Precrisi al Senato
• Al Senato, una mozione presentata dal leghista Calderoli di appoggio al ministro della Difesa Arturo Parisi, è stata approvata e ha creato quindi una – per ora piccola – situazione di precrisi. Calderoli è della Lega e la Lega è all’opposizione. La sua mozione è passata col voto contrario dell’Ulivo e col voto favorevole del centro-destra più qualche senatore della Margherita. Cioè Prodi ha assaggiato a un tratto una maggioranza diversa da quella con cui ha vinto le elezioni. E siccome il sì dei senatori riguardava una questione di politica estera non marginale, cioè l’allargamento della base di Vicenza, il cambio di maggioranza è davvero imbarazzante. Come può Prodi guidare una coalizione divisa sulla politica estera? Oltre tutto, tra poco bisognerà approvare il rifinanziamento della missione italiana in Afghanistan. Aggiungiamo allo scenario un attacco di Rutelli a Rifondazione («la pazienza ha un limite») e un discorso molto duro del governatore della Banca d’Italia il quale domenica ha detto che il nostro sistema fiscale è iniquo («punisce gli onesti») e che il sistema previdenziale – cioè le pensioni – va rivisto. Ce n’è abbastanza per credere – come crede fermamente l’ala sinistra della maggioranza – che sia cominciata una manovra a largo raggio il cui fine è quello di far cadere Prodi per far riandare al governo lo stesso Prodi ma alla guida di una coalizione diversamente composta (a Rifondazione, Verdi e Pdci potrebbero dare il cambio l’Udc, Follini, la Lega e magari qualche cane sciolto prestato da Forza Italia). [Giorgio Dell’Arti]