Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  febbraio 03 Sabato calendario

Scontri e morti durante le partite

• A Catania, in occasione dell’incontro di calcio Catania-Palermo, teppisti della curva Nord hanno cominciato a tirare ogni sorta di oggetti dagli spalti e poi, a partita cominciata, hanno bombardato il campo di lacrimogeni al punto che l’arbitro Farina ha dovuto sospendere la gara per una buona mezz’ora. La legge gli avrebbe dato il diritto di annullare l’incontro del tutto. Ma hanno prevalso ragioni di prudenza, il timore che rimandando il pubblico a casa vi sarebbero state proteste ancora più violente. Invece a incontro finito (2 a 1 per il Palermo) gli scontri sono continuati fuori dallo stadio e un gruppo di facinorosi ha colpito a calci o forse con una pietra l’ispettore di polizia Filippo Raciti, 38 anni, due figli. Raciti ha continuato a lavorare a bordo del suo Discovery finché una bomba carta non gli è stata tirata tra i piedi, avvolgendolo tra le fiamme. Portato di corsa all’ospedale Garibaldi è morto dopo neanche un’ora.

• Una settimana prima (27 gennaio) a Liuzzi, provincia di Cosenza, al termine di una partita di terza categoria (l’ultima classe del nostro calcio) due giocatori hanno ammazzato a calci Ermanno Licursi, dirigente di 41 anni che s’era messo in mezzo a far da paciere durante una rissa scoppiata alla fine di Sammartinese-Cancellese: un calcio sotto il mento, sferrato mentre Licursi giaceva a terra, gli ha rotto la carotide. Perciò, dopo i fatti di Catania, due morti in sette giorni. I campionati di tutte le categorie sono stati sospesi a tempo indeterminato ed è possibile che quando riprenderanno si giocherà fino alla fine a porte chiuse, cioè senza più ammettere il pubblico. Mentre scriviamo, è in corso un consiglio dei ministri che dovrebbe decretare provvedimenti legislativi assai restrittivi. Prodi ha promesso finora la massima severità. D’altra parte anche il precedente ministro dell’Interno, Pisanu, aveva emanato provvedimenti molto rigidi, che in parte il Parlamento ha depotenziato (responsabilità massima di questo atteggiamento imbelle, giustificato da improbabili analisi sociologiche, è dei parlamentari Cento dei Verdi, oggi sottosegretario all’Economia, e Buontempo di An) e in parte non sono stati mai applicati. Gli incidenti di Catania sono cominciati, apparentemente, perché i teppisti non volevano far la fila per acquistare i biglietti nominali, così come prevede la legge. E, come sempre, erano anche stati accontentati. Il presidente del Catania, Pulvirenti, ha detto di essere vittima di pressioni di ogni tipo dagli ultras, che vogliono entrare allo stadio gratis, vendere i gadget della squadra, controllare a loro piacimento la zona della curva, dove, a quel che si è capito, conducono i commerci più turpi. Pulvirenti si sarebbe opposto e gli incidenti di Catania-Palermo (che replicano una guerriglia già sperimentata mesi fa in occasione di un match del Catania col Messina) sarebbero una ritorsione di questi ricattatori. La situazione di Catania è peraltro assolutamente identica a quella di tutte (tutte) le altre città italiane, dove gli ultras spadroneggiano e tengono sotto minaccia presidenti di società e calciatori. Scritte inneggianti alla morte di Raciti sono apparse, sabato mattina, un po’ dappertutto (a Livorno, Piacenza, Bologna ecc.). Gli ultras – divisi dalla pretesa fede nella squadra – sono poi uniti da una filosofia anti-stato, che trova nel poliziotto il nemico principale. Essi si riconoscono nella sigla Acab, mutuata dalle quattro parole inglesi “all cops are bastards”, cioè “tutti i poliziotti sono bastardi” (refrain di una vecchia canzone dei Four Skins) che hanno posto a firma delle scritte inneggianti all’assassinio. Alcune di queste scritte collegavano la morte di Raciti agli incidenti del G8 a Genova (20 luglio 2001, morte del giovane Carlo Giuliani). Le prime indagini dànno effettivamente la sensazione che Raciti non sia stato colpito per caso: chi lo ha picchiato e poi colpito con la bomba carta voleva uccidere e voleva uccidere proprio lui. Il commissario straordinario della Lega calcio, Luca Pancalli, è stato confermato a tempo indeterminato nell’incarico che gli sarebbe scaduto tra poco. [Giorgio Dell’Arti]