vanity, 12 febbraio 2007
Momento difficile tra Italia e Stati Uniti
• Un momento difficile nei rapporti tra Italia e Stati Uniti. Due questioni. Primo, la base militare di Vicenza, che gli americani vogliono allargare e su cui la sinistra radicale sta facendo una questione. Sabato è prevista una manifestazione dei pacifisti e si teme che non sia per niente pacifica. Secondo, la missione italiana in Afghanistan. Va rifinanziata e anche qui la sinistra radicale si agita perché vuole che i nostri soldati siano richiamati in patria. Sei ambasciatori (Usa, Gran Bretagna, Olanda, Canada, Australia, Romania) hanno sottoscritto una lettera in cui spiegano quanto è vitale che l’Italia mantenga il suo impegno laggiù e i nostri politici (D’Alema in primis) l’hanno definita irrituale fingendo che si trattasse di un gesto isolato, di un’iniziativa non pensata dai rispettivi governi. Senonché Condoleeza Rice, il ministro degli Esteri americano, ha detto che la lettera era stata concordata col Dipartimento di Stato, ha definito l’iniziativa lodevole, insomma l’ha coperta fino in fondo. A questo punto, la faccenda è diventata un affare di Stato e il nostro ministro degli Esteri ha incontrato l’ambasciatore americano Spogli. Commentatori hanno rilevato che a questo punto il governo Prodi, debole di suo, risulta anche sotto attacco da parte di Casa Bianca, Chiesa e Confindustria. Altri però hanno sottolineato che proprio questa debolezza si sta rivelando un punto di forza per l’esecutivo. Per esempio, la lettera degli ambasciatori – con la sua aria da diktat – ha momentaneamente azzerato i contrasti interni alla coalizione in nome di una indiscutibile resistenza al nemico facilitando un voto favorevole – ancorché momentaneo – sulla politica estera anche da parte della sinistra estrema. [Giorgio Dell’Arti]