vanity, 19 marzo 2007
Tronchetti Provera e i debiti
• Tronchetti Provera, schiacciato dai debiti (tra i 40 e i 50 miliardi), dall’inimicizia del governo e persino dall’ostilità del presidente della sua società Guido Rossi, ha deciso di vendere la Telecom. Prima ha tentato un accordo con gli spagnoli di Telefonica, molto interessati. Questo ha provocato l’immediata reazione del governo, intimorito dal possibile arrivo di uno straniero. scesa allora in campo la banca preferita di Prodi, cioè la San Paolo-Intesa di Giovanni Bazoli. A questa però si sono contrapposte Capitalia e Mediobanca, messe in campo, secondo l’opinione generale, da D’Alema, per nulla disposto a lasciare mano libera al presidente del Consiglio: quando Telecom fu scalata dalla cordata di Colaninno e Gnutti (1999) godette della forte protezione proprio di D’Alema, allora presidente del Consiglio. Come si fa sempre in Italia, adesso è stato organizzato un tavolo per mettere d’accordo tutti, e dare a ciascuno un pezzetto di società. Anche il problema del prezzo sarebbe superato: Tronchetti, che pagò a suo tempo Telecom 4 euro ad azione, ne voleva adesso 3, e si sarebbe alla fine accontentato di 2,7. In Borsa il titolo è quotato 2,1. [Giorgio Dell’Arti]